Ritorno in classe, i presidi lanciano anche l’allarme trasporti: “Il governo deve intervenire”

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Con gli ultimi provvedimenti del Consiglio dei ministri sul Covid la questione dei trasporti verso le scuole, che non è stata mai risolta, “si è anzi aggravata di una ulteriore variabile”.

Così all’Adnkronos il presidente dell’ANP Puglia Roberto Romito.

“Dato che sui mezzi di trasporto occorre avere il green pass rafforzato – aggiunge – chiaramente gli studenti, che utilizzano questi mezzi di trasporto e non sono vaccinati, non ce l’hanno. C’è anche quest’ultimo problema, ognuno cercherà di superarlo in qualche modo raggiungendo la scuola con altri mezzi ma il problema dei trasporti è sempre stato quello di essere un sistema rigido, non modificabile o modificabile in piccola parte e potenziato in piccola parte e soprattutto non c’è un sistema di trasporti destinato specificamente alle scuole. Gli studenti – evidenzia Romito – sono una parte del pubblico e degli utenti del trasporto ordinario”.

Romito non prevede e non teme l’emanazione di provvedimenti regionali che introducano la didattica a distanza per le scuole come è avvenuto in Puglia a più riprese nelle precedenti fasi pandemiche.

“Non è all’orizzonte – continua Romito – anche perché è escluso dalle norme attualmente vigenti. Il governo Draghi ha fatto delle norme per le quali le regioni non possono più intervenire in questa materia, se non su aree specifiche e laddove ci sia un pericolo di focolaio pandemico. Accanto alle Regioni possono forse più impropriamente intervenire i sindaci, che sono autorità sanitarie del territorio. Qualcuno di essi lo sta già facendo, ritardando l’ingresso a scuola anche oltre il 10 gennaio. Mi giunge qualche notizia sparsa su questo versante. Dal punto di vista ordinamentale – conclude Romito – non è più possibile per le regioni di dire chi fa la didattica a distanza e chi non la fa”.

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