Ritorno in classe, i pediatri: “Con queste regole si rischia il caos”

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Con le regole attuali i pediatri devono chiedere un tampone per poter far rientrare a scuola i bambini anche dopo un banale raffreddore.

Così come segnala SkyTG24, si parla di 12mila tamponi al giorno nella sola Lombardia, cifre che potrebbero presto mandare in tilt il sistema. In attesa dei risultati anche i genitori dovrebbero rimanere in quarantena, con gravi conseguenze sul sistema produttivo oltre che su quello scolastico.

Stando alle regole attuali se un bambino, nella fascia da zero a 6 anni, viene allontanato da scuola anche solo con uno dei sintomi riconducibili al Covid – dopo tre giorni di assenza – starà al pediatra certificare che il Covid-19 non ci sia e l’unico modo che il pediatra ha per certificarlo è prescrivere, appunto, un tampone.

Il problema, che inizia dalle scuole, si potrebbe ripercuotere sull’intero sistema produttivo, perché quando il medico prescrive il tampone al bambino è tenuto a mettere in quarantena anche i genitori, fino all’esito del tampone.

Per i pediatri, dunque, più test rapidi e meno burocrazia.

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