Ritorno in classe, Grieco (Regioni): “Non è tempo dei se e dei ma, la ministra Azzolina dia certezze” [INTERVISTA]

La coordinatrice del settore Istruzione della conferenza Stato-Regioni, Cristina Grieco, in un’intervista a Orizzonte Scuola fa il punto della situazione in vista della ripresa delle lezioni prevista per il 14 settembre.

Le Regioni chiedono chiarezza in vista da quanto potrà accadere nelle prossime settimane. La situazione è molto fluida e non si può escludere mutamenti improvvisi di scenari considerando anche l’andamento del quadro epidemiologico, al momento, stabile.

A Orizzonte Scuola, l’assessore all’Istruzione della Regione Toscana, Cristina Grieco, coordinatrice del settore Istruzione, per la Conferenza Stato Regioni, fa il punto sulla situazione.

La ministra Azzolina promette massimo impegno per il ritorno in classe. Siete d’accordo con la sua linea?

“Allora, diciamo che anche metteremo il massimo impegno per fare in modo che sia certo il ritorno in classe per il 14 settembre. Anche noi auspichiamo quello che ha detto la ministra Azzolina cioè di un ritorno in classe in presenza e in piena sicurezza”.

Ma è davvero tutto a posto per la ripartenza?

“Ad oggi, rispondo anche per la mia Regione (la Toscana, ndr), è stato fatto un lavoro enorme con dirigenti scolastici ed enti locali, bisogna avere certezze soprattutto per quanto riguarda gli organici con tempi chiari. Abbiamo chiesto, come Regioni, che fossero scongiurati accorpamenti e che fosse garantito lo stesso numero di scuole, cioè che qualora le scuole andassero sotto i 400 alunni perdessero l’autonomia e venissero accorpate ad altre. Martedì ho scritto, come coordinatrice Istruzione della Conferenza Stato-Regioni, alla ministra dell’Istruzione per avere rassicurazioni in merito e la richiesta di un incontro per avere riscontro anche sull’organico di emergenza per settembre. Siamo a fine luglio, non è più il tempo dei se e dei ma, ma bisogna dare delle certezze”.

Su cosa preme prima di tutto?

“Continua a dire che il rafforzamento del personale docente e non docente è necessario, non si può prescindere da questo per un normale ed ordinato inizio di anno scolastico”.

Cosa ne pensa, invece, dei banchi a rotelle?

“Io non la ritengo la situazione anti Covid, ma non andrei nemmeno a demonizzarli. Si può andare verso una didattica innovativa e su questo sono d’accordo. Come le nuove tecnologie, basta che non sia il fine, ma il mezzo. Si può ragionare a medio e lungo periodo anche su questo. Ho voluto fortemente Didacta a Firenze perché sono favorevole all’innovazione. Non li demonizzerei, dunque, ma non li reputerei la panacea di tutti i mali”.

Quale strategia, invece, effettuare per un eventuale lockdown?

“Beh, su questo si potrebbe pensare, come ad esempio ha detto il virologo Lopalco, ad una strategia simile a quella applicata alla meningite, cioè chiudere in modo settoriale con un tracciamento e isolamento di un gruppo più o meno ristretto, preparandoci anche all’eventualità di una ripresa dei contagi. Questo, però, ce lo diranno le autorità sanitarie. Altro capitolo sarà quello delle mascherine. Noi siamo dell’idea di utilizzarla solo negli spostamenti, vedremo cosa deciderà il Cts a ridosso dell’inizio della scuola. Bisogna lavorare, anche in questo caso, con prudenza e nel rispetto delle norme”.

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