Ritorno in classe, gli studenti si misureranno la febbre a casa. Lo dice il CTS e lo conferma Azzolina

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Per la ministra, i genitori dovranno essere il più collaborativi possibile, specie sulle condizioni di salute dei figli: “Se i ragazzi avranno 37,5 gradi non potranno essere portati a scuola”.

“Il Comitato tecnico-scientifico e il ministero hanno stabilito che la misurazione della temperatura viene fatta a casa. Se i ragazzi avranno 37,5 gradi non potranno essere portati a scuola”.

Queste parole dette durante un’intervista a TV 2000 dalla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, hanno fatto discutere e non poco sui social.

Sulla pagina Facebook di Orizzonte Scuola si registrano più di 2mila commenti sulla notizia riportata dalla testata giornalistica.

Su Facebook e Twitter tanti utenti hanno riflettuto sulle parole della responsabile del dicastero di Viale Trastevere.

Per molti è un invito a “marinare la scuola”, per altri, invece, un modo “innovativo” per evitare le classi pollaio, per altri ancora, infine, la misurazione della febbre era già effettuata dagli studenti, ma, scherzosamente, era realizzata in modo tale da saltare interrogazioni o verifiche.

Azzolina: “La misura della temperatura degli studenti viene fatta a casa, così le famiglie si responsabilizzano”#orizzontescuola

Posted by Orizzonte Scuola on Wednesday, July 15, 2020

La ministra dell’Istruzione, però, non ha fatto altro che confermare quanto già detto dal Comitato Tecnico Scientifico. La misurazione della febbre non si può realizzare a scuola con i termoscanner, ma bisogna farla a casa per responsabilizzare ancora di più i genitori e rafforzare il patto di responsabilità reciproca tra scuola e famiglia.

Con 37.5 e più non si potrà partecipare alle lezioni in aula, ma non ci sarà nessuna verifica in loco. Sarà compito e responsabilità dei genitori di non mandare a scuola i propri figli.

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