Ritorno in classe, gli studenti a scuola ci vanno con il taxi? “Noi ci siamo ma servono i fondi”, dicono i tassisti

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Il piano iniziale di portare dal 26 aprile tutti gli studenti in classe nelle scuole superiori ha subito delle importanti limitazioni: le scuole secondarie di secondo grado potranno adottare “forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica” affinché sia garantita, in zona rossa, la presenza “ad almeno il 50% e fino a un massimo del 75%” mentre in zona gialla e arancione la didattica in presenza deve essere garantita “ad almeno il 60% e fino al 100%”. Uno dei problemi fondamentali è quello dei trasporti che nelle grandi città ha mostrato i limiti per quanto riguarda le norme anti contagio. Ma arriva una proposta che potrebbe aiutare in tal senso: i tassisti si dicono disponibili a trasportare gli studenti ma allo stesso tempo le associazioni di categoria lamentano una mancanza di fondi.

Noi siamo presenti, siamo pronti da un anno e mezzo – spiega all’Adnkronos il segretario nazionale di Federtaxi-Cisal, Massimo Campagnolo -. Lo Stato chiama e noi ci siamo ma abbiamo bisogno di soldi“.

Specialmente nei grandi centri i mezzi a disposizione sarebbero molti. Basti pensare che a Milano si contano circa 5mila auto bianche, a Napoli 2.400 e a Roma 8mila.

Decreto Covid, scuole superiori in presenza nelle zone gialle e arancioni dal 60% al 100%, nelle zone rosse dal 50% al 75%. Deroghe solo in caso di focolai. BOZZA [PDF]

Il servizio dedicato alla scuola, se attuato, oltre ad evitare affollamenti su metro, bus e tram cittadini, permetterebbe di aiutare anche  i tassisti: “Abbiamo chiesto al governo di dare ai taxi la possibilità di fare un servizio alternativo – spiega Campagnolo – purtroppo ci hanno sempre risposto vaghi…” vediamo, proponiamo ai Comuni” ma i Comuni stessi non si sono mai presi la briga di farlo. Ricordo che ci sono 90 milioni di euro dati dallo Stato ai tassisti e Ncc di tutta Italia ma, a parte Genova, gli altri Comuni non sono in grado di far sì che questi soldi finiscano in tasca al tassista e che l’auto venga messa a disposizione dell’utente che va a fare il tampone, il prelievo o per lo studente che va a scuola. Siamo ingessati”.

Siamo pronti a lavorare, prima di ogni cosa e ovviamente ci saremmo anche per gli studenti – spiega Roberto Gallucci, segretario nazionale di Orsa Taxi -. E’ dal governo che non si muove nulla.

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