Ritorno in classe, Gissi (Cisl Scuola): “Grande incertezza, manca persino il piano B”

“Grande incertezza sul futuro dell’apertura della scuola: tutto vola sulle ali del vedremo, valuteremo, decideremo. Siamo a meno 27, anzi a meno 20 giorni per la scuola dell’infanzia della Lombardia e ancora non sappiamo se ci sarà un cancello aperto. Mancava un consistente piano d’azione e lo  sapevamo un po’ tutti”. Lo afferma all’Adnkronos Maddalena Gissi, segretaria generale della Cisl Scuola, in merito alla riapertura della scuola a settembre.

“Purtroppo non c’è neppure un piano B. – sottolinea Gissi – In compenso siamo al sesto/settimo monitoraggio e in ogni rilevazione si  sollecita attenzione e gestione oculata delle risorse perché la Corte Dei Conti e il Mef sono in agguato. Mi chiedo quando proporranno alla protezione civile di intervenire con procedure d’urgenza (tensostrutture, arredi e requisizione di spazi)”.

“I numeri degli investimenti scanditi in ogni intervista come si fa in un’asta, con la cifra più alta solo per colpire il  pubblico televisivo, sono assolutamente insufficienti. – continua Gissi – Meno di 1 miliardo potrebbe servire per 10.000 collaboratori  scolastici su 8.200 istituzioni scolastiche. Per l’insegnamento il calcolo potrà vedere l’assegnazione di supplenti solo nei circoli  didattici: 32.000 docenti infanzia/primaria da distribuire tra più di  170.000 sezioni e classi”.

“Abbiamo chiesto al Ministro un incontro urgente per conoscere i dati del monitoraggio e le richieste delle scuole ma non abbiamo avuto alcuna risposta. Lo pretendiamo noi ma lo pretende il Paese, perché la scuola non può essere gestita come una monade e da pochi soggetti”, conclude.

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