Ritorno in classe, Giani vota per il posticipo: “Non è ideologia, ma concretezza, qualche giorno di pausa avrebbe aiutato”

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“Non è una questione ideologica, ma di concretezza. Qualche giorno di pausa in più ci avrebbe consentito di vaccinare un numero maggiore di ragazzi ed essere ancora più pronti contro il virus”. Così il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani in un’intervista al Corriere della Sera.

Arrabbiato con il governo, allora? “Al contrario – dice – Io sono sempre pronto a far squadra e, in collaborazione con il governo, garantire la migliore sicurezza e la migliore didattica possibili”.

Iniziando da che cosa? “Dalle vaccinazioni obbligatorie. Quelle per i lavoratori saranno un ottimo passo in avanti – spiega – ma non possono bastare”. Chi altri vorrebbe vaccinare? “La priorità sono i no vax. Sono loro il vero elemento di difficoltà. In Toscana – evidenzia Giani – sono 200 mila. In termini percentuali poco più del 6% della popolazione, ma in termini pratici cambiano. Loro obbligano a fare 50 mila tamponi in più e intasano il sistema”.

Vaccinazione obbligatoria anche per i bambini? “Sì, ma è necessario fare un’opera di convincimento nei confronti dei genitori incerti o contrari. All’obbligo ci si deve arrivare, ma con gradualità”, sostiene. E che altro pensa di fare? “Tagliare il più possibile la burocrazia nelle vaccinazioni, nei tamponi, nella gestione dei green pass. Le procedure devono essere sicure ma snelle e comprensibili“, conclude.

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