Ritorno in classe Emilia Romagna, genitori No-DaD non ottengono risarcimento danni

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Niente risarcimento danni per i genitori No-DaD che avevano vinto la battaglia contro la regione Emilia-Romagna che voleva tenere ancora i ragazzi a casa.

Oltre a chiedere (e ottenere) il ritorno in classe degli studenti dell’Emilia-Romagna, i genitori che hanno fatto ricorso al Tar per stoppare l’ordinanza che manteneva gli alunni in Dad volevano anche un indennizzo economico. Hanno infatti chiesto al Tribunale amministrativo regionale anche “la condanna dell’amministrazione al risarcimento di tutti i danni patiti e patiendi“.

Ma qui hanno perso: nella sentenza sul merito del contenzioso, pubblicata oggi, il Tar ha dichiarato superata la discussione e respinto la richiesta di danni.

La loro tesi era che “la privazione della scuola in presenza derivante dal comportamento doloso o colposo dell’amministrazione regionale avrebbe comportato per i ricorrenti evidenti danni patrimoniali“.

Ma, dopo aver dichiarato improcedibile la discussione sul merito dell’ulteriore periodo in Dad (essenzialmente per via del fatto che intanto gli studenti sono in effetti tornati in classe), i giudici amministrativi della prima sezione hanno bollato come infondata la richiesta danni.

L’ipotesi di “un detrimento patrimoniale e non patrimoniale suscettibile di relativo ristoro economico”, sostenuta dai genitori no Dad, non regge perché “non è ravvisabile la sussistenza in capo all’amministrazione regionale” la “responsabilità, tra cui quello della condotta colposa (e tantomeno dolosa): è del tutto lapalissiano osservare che l’ordinanza è stata adottata in un periodo di più che notevole espansione della pandemia sul territorio regionale” e il presidente della Regione ha indicato “prescrizioni restrittive in perfetta buona fede e con la chiara e meritoria finalità di approntare una misura arginatoria della diffusione del virus“.

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