Ritorno in classe, docenti sul piede di guerra negli Usa: “Ci rifiuteremo di lavorare in condizioni non sicure”

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In Italia si lavora alacremente per il ritorno in classe fissato per metà settembre, quadro epidemiologico permettendo. Perplessità, però, ci sono per come si tornerà a fare didattica in presenza con il Ministero a lavoro per garantire la massima sicurezza. Anche in altri paesi del mondo non mancano i problemi, come nel caso degli Stati Uniti.

Ad esempio, così come segnala l’agenzia di stampa Nova, gli insegnanti pubblici della California sono sul piede di guerra contro l’ipotesi di una riapertura delle scuole a partire dal prossimo autunno.

Il presidente Donald Trump preme da giorni affinché gli studenti tornino sui banchi di scuola al più presto, nonostante l’elevatissimo numero di contagi.

La California ha già annunciato una battaglia legale contro qualunque pressione dello Stato federale in questo senso; il governatore democratico dello Stato, Gavin Newsom, ha però affermato a sua volta che le scuole dovrebbero fare tutto il possibile per riaprire dal prossimo autunno.

La California Teacher Association – il principale sindacato degli insegnanti della California – insiste affinché vengano protratte a tempo indeterminato le lezioni online, così da garantire la salute dei 300mila insegnanti e operatori scolastici che rappresenta.

“Speriamo di non doverci spingere a tanto, ma se sarà necessario, ci riserveremo il diritto di rifiutare di lavorare in condizioni non sicure”, ha dichiarato David Fisher, rappresentante del sindacato nella città di Sacramento.

“La possibilità che si possa insegnare di persona a qualunque livello, quando riapriranno le scuole, ci appare sempre più remota”, ha aggiunto il rappresentante sindacale

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