Ritorno in classe, docenti all’attacco: “Non è solo una questione di spazi, dove finirà la socialità?”

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Su Treviso Today c’è spazio per una lettera inviata dai docenti della scuola dell’infanzia e primaria in vista del prossimo anno scolastico. La situazione è incerta e un gruppo di insegnanti trevigiani lancia il grido d’allarme.

“La questione è stata impostata meramente come una questione di spazio, in modo da rasentare il grottesco e l’assurdo soprattutto per la Scuola dell’Infanzia e la Primaria”.

Impensabile non fare riferimento alla situazione relazionale: “Per aumentare lo spazio disponibile a contenere quanti più bambini possibili “in sicurezza”, succederà che le aule attuali saranno svuotate dei necessari arredi per i materiali di lavoro. Sarebbe lecito chiedere al chirurgo di operare in sala operatoria e obbligarlo ad andare a prendere gli strumenti necessari nell’atrio o nel sottoscala o in un’altra sala operatoria?”

E ancora: “Lo scopo proprio l’apprendimento e la ragione per cui devono tornare a scuola in presenza, è che solo lì l’insegnamento può essere realmente democratico, grazie al lavoro di docenti che possono concretamente mettere in atto tutte le scelte didattiche volte a garantire il ‘superamento degli ostacoli’ che la nostra Costituzione richiede”

E infine cinque punti

1- ottenere un organico straordinario di docenti emergenza Covid 19 che permetta di sdoppiare le classi – sopra i 18/20 alunni – dando ai Presidi anche la possibilità di nominare i supplenti per garantire la suddivisione delle classi dove se ne veda l’assoluta necessità;

2- garantire un numero di docenti sufficiente e necessario:

per attivare durante tutto l’anno i recuperi;

per dare supporto agli alunni in difficoltà;

per assicurare fin dal primo giorno, la copertura degli insegnanti assenti onde evitare per questo l’utilizzo del potenziamento, che resta invece particolarmente importante in questo momento.

3 – finanziare i corsi di recupero anche dal primo ciclo e protrarli per il tempo utile, dato che i quattro mesi di DAD hanno creato delle evidenti disparità fra gli alunni, andando a colpire le fasce più deboli e creando delle spaccature nette che non possono essere saldate con poche ore a settembre.

4- assicurare la copertura per la totalità delle ore degli alunni disabili con gravità certificata così da garantire a tutti una reale fruizione del servizio scolastico in sicurezza e non gravare ancora sulle famiglie.

5- prospettare soluzioni al problema dei lavoratori fragili, sia docenti che ATA, per far sapere come andranno gestite le loro situazioni, se con esonero e/o con sostituzione.

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