Ritorno in classe, decisione finale dopo i dati del 3 gennaio. Monitoraggio per distribuzione FFP2 ai docenti con alunni esonerati dall’obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione

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Il governo è al lavoro per assicurare un ritorno in presenza senza disagi per personale scolastico e studenti. Le scuole riapriranno dopo l’Epifania (dal 7 gennaio in poi con calendario regionale che varia da regione a regione), ma ci sono dubbi soprattutto per la recrudescenza del virus con la curva epidemiologica in vertiginosa ascesa.

Secondo quanto segnala il Corriere della Sera, per la decisione definitiva bisognerà attendere la settimana del 3 gennaio e monitorare la situazione dei contagi. Se i dati saranno ancora in aumento non è escluso che vengano presi provvedimenti di chiusura, quantomeno per alcune aree.

“Prima della chiusura festiva avevamo un numero di bambini positivi molto controllato, 0,5% su un totale di 8 milioni: avevamo una situazione controllata. Che vi siano aumenti è possibile, e stiamo lavorando tenendo conto di questa possibilità, ma la scuola resta il posto più controllato, sui cui abbiamo la massima di attenzione”. Così il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, a Sky TG24.

“Per tre settimane i nostri bambini e i ragazzi sono fuori dalle scuole, per questo abbiamo investito insieme con il generale Figliuolo per potenziare il tracciamento ed essere sicuri al ritorno”, ha aggiunto.

Il Ministero dell’Istruzione, a quanto si apprende, attiverà un monitoraggio a breve per quantificare il numero di docenti destinatari delle mascherine ffp2 che saranno distribuite in base al decreto legge approvato prima di Natale dal Consiglio dei Ministri. Le mascherine andranno al personale che lavora a contatto con alunni che non sono tenuti a indossare mascherine e, dunque, quelli delle scuole dell’infanzia e gli esentati per altre ragioni. I dirigenti scolastici dovranno indicare i quantitativi necessari entro il prossimo 4 gennaio in modo che la distribuzione possa essere organizzata in tempo per il rientro.

Non è finita qui. Infatti, segnala il Sole 24 Ore, sulla base dei numeri alti dei contagi, il governo potrebbe riconsiderare la proposta (già avanzata ma poi ritirata) di prevedere la quarantena per un’intera classe nel caso di un solo alunno positivo (al momento l’isolamento per tutti scatta con tre contagi).

Le nuove regole del ritorno a scuola

Come stabilito dal decreto legge dello scorso 24 dicembre, gli studenti dovranno tornare sui banchi sempre con le mascherine chirurgiche “classiche”. Saranno invece obbligatorie le mascherine Ffp2 o Ffp3, che consentono di avere una maggiore sicurezza all’interno degli ambienti chiusi, per il personale dove ci sono studenti esentati dall’utilizzo delle mascherine. Queste ultime verranno fornite dal commissario per l’emergenza.

L’articolo 16 stabilisce infatti che il commissario provvede alla fornitura dei dispositivi “al personale preposto alle attività scolastiche e didattiche nei servizi educativi per l’infanzia, nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole di ogni ordine e grado, dove sono presenti bambini e alunni esonerati dall’obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie”.

Il decreto ha aggiunto anche una maggiore attenzione allo screening, con lo stanziamento di 9 milioni di euro per il controllo e l’individuazione del virus e della sua variante Omicron. Le scuole e le aule forniscono un possibile luogo di contagio per il virus, favorendone la diffusione.

All’articolo 13 (Disposizioni urgenti per prevenire il contagio da SARS-CoV-2 in ambito scolastico) si legge: “Al fine di assicurare l’individuazione e il tracciamento dei casi positivi nelle scuole di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2021-2022 il ministero della Difesa assicura il supporto a regioni e province autonome nello svolgimento delle attività di somministrazione di test per la ricerca di SARS-CoV-2 e di quelle correlate di analisi e di refertazione attraverso i laboratori militari della rete di diagnostica molecolare dislocati sul territorio nazionale. Per incrementare le capacità diagnostiche dei laboratori militari e garantire il corretto espletamento delle attività di cui al precedente periodo, è autorizzata la spesa complessiva di euro 9.000.000 per l’anno 2021”.

Utilizzo della mascherina obbligatorio in tutta Italia

Fino al 31 gennaio sarà obbligatorio utilizzare la mascherina all’aperto in tutto il Paese. Lo ha deciso il governo con il decreto anti Covid varato la sera dell’anti vigilia di Natale.

Fino alla fine dello stato d’emergenza (31 marzo 2022) è obbligatorio indossare mascherine Ffp2 su tutti i mezzi di trasporto (compresi bus e metro), al cinema, nei teatri, negli stadi e palazzetti. L’obbligo di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 vale anche per assistere agli eventi e alle competizioni sportive che si svolgono al chiuso o all’aperto. La mascherina FFP2 vale anche per l’accesso e l’utilizzo di funivie, cabinovie e seggiovie.

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