Ritorno in classe, Codacons attacca: “Troppi dubbi, confusione incredibile a pochi giorni dall’inizio della scuola”

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Il Codacons attacca sul tema della scuola e contesta “la generalizzata confusione che sta emergendo in queste settimane” – scrive in una nota il presidente Carlo Rienzi – proprio mentre il rientro a scuola si avvicina e studenti, genitori e personale scolastico avrebbero invece bisogno di certezze e chiarezze definitive, e chiede di autorizzare il ritorno sui banchi solo in presenza di condizioni di assoluta sicurezza per studenti e lavoratori della scuola”.

“Dopo il caso degli ‘innovativi’ banchi con le rotelle – prosegue – da cui è emerso un enorme spreco per le casse pubbliche,
sul tavolo restano tanti, troppi argomenti scottanti: dai dispositivi sanitari necessari per garantire il via libera al rientro a scuola
alle ‘classi pollaio’, dal tema della sicurezza degli edifici alle eventuali misure di contenimento di casi di contagio, tutto sembra
avvolto da una cappa di confusione assoluta. Una confusione incredibile se consideriamo che mancano poche settimane all’avvio
dell’anno scolastico”.

“Se è vero che le scuole non vanno solo riaperte – continua Rienzi – ma dobbiamo fare in modo che poi non richiudano, come ha scritto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina su Facebook, non si capisce in che modo tali encomiabili proponimenti possano essere realizzati in un contesto tanto caotico. Il rischio, tangibilissimo, è che poco o nulla sia pronto alla metà di settembre, e che – al solito – disagi, mancanze e rischi per la sicurezza ricadano sulle vittime abituali, gli studenti e il personale scolastico in servizio”.

”Se i rischi per la sicurezza persisteranno sarà meglio pensare per tempo a soluzioni alternative, senza forzare la mano o avallare misure-tampone destinate a un sicuro insuccesso. Studenti e personale scolastico hanno diritto a scuole sicure, classi adatte e a tutto il  necessario per una corretta didattica: non è accettabile imporre a  loro i costi, anche sanitari, di problemi che la scuola si porta dietro da anni’‘, conclude Rienzi.

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