Ritorno in classe, Brusaferro (ISS): “A scuola la mascherina chirurgica è quella ideale, ma va bene pure quella di comunità”

Al Corriere della Sera lunga intervista con il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro.

Tanti gli argomenti trattati con il professore: “L’apertura della scuola è un passo fondamentale è altrettanto fondamentale tenerla aperta nel corso dell’anno. Altri Paesi europei hanno già riavviato l’attività didattica. Ci sono stati casi e focolai all’interno degli istituti ma gestiti con provvedimenti restrittivi. Emergenze temporanee poi rientrate. In Italia si possono ipotizzare misure di quarantena o provvedimenti restrittivi da definire a partire dalle situazioni locali. Ci sono tutte le premesse per affrontare con fiducia le riaperture, ciò non significa che non ci saranno casi e sospensioni ma senza il bisogno di bloccare il sistema”.

Sulle mascherine: “Quella chirurgica è uno strumento di protezione che garantisce una elevata efficacia in modo uniforme a studenti, docenti e personale tecnico amministrativo. Va sottolineato che è gratuita e la struttura del commissario Arcuri garantirà la distribuzione di oltre 10 milioni di pezzi al giorno. Da sola la mascherina però non basta, servono igiene e distanziamento”.

Su quelle di stoffa: “Le mascherine di comunità sono importanti e da utilizzare laddove raccomandato. Sono però soggette a variabilità di performance a seconda della tipologia. Nella scuola avere uno strumento di protezione efficace ed omogeneo per tutti è l’ideale. La chirurgica, proprio per gli elevati standard di efficacia che devono essere certificati, ha queste caratteristiche”.

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