Ritorno in classe, bimbi raffreddati a scuola: bisogna presentare test negativo? Come si proteggono gli alunni fragili? Gli interrogativi di IdeaScuola al Ministero

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L’associazione “IdeaScuola”, tramite una nota, vuole porre all’attenzione dell’opinione pubblica due quesiti dopo la pubblicazione delle linee guida da parte dell’Istituto Superiore di Sanità. 

Parliamo di famiglie di alunni con fragilità, molti in fascia 5-12 con II dose vaccino fatta i primi mesi dell’anno con booster non ancora disponibile. Diverse le famiglie di bimbi più piccini fragili (non approvato ancora vaccino <5) o con fragili in famiglia.

1) Bimbi raffreddati in classe (tutti gli ordini e gradi incluso nido ed infanzia dove nessun bimbo indossa mascherina): è fatto obbligo di presentare comunque test negativo? In caso contrario, di chi è la responsabilità di accettare un bimbo raffreddato – senza sicurezza che non sia Covid  – nel caso si scopra poi invece che si tratta di Covid con contagio ormai esteso? Della scuola che non ha fatto accertamenti o del genitore che ha portato il bimbo malato senza verifica?

Ricordiamo che soprattutto nei i più piccoli il Covid si manifesta nella grande maggioranza dei casi proprio come un raffreddore ed ammettere un bimbo raffreddato senza certezza alcuna mette a rischio tutti gli altri – specialmente in nidi e materne dove nessuno porta la mascherina e possono esserci bimbi con fragilità.

2) Bambini fragili >6 anni con FFP2: per tante patologie l’uso della mascherina non è proprio compatibile. Come si proteggono questi bimbi che pur se fragili non possono portare le mascherine?

Il Ministero o l’ISS possono chiarire?

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