Ritorno in classe, Bianchi e Speranza non fanno marcia indietro: “La scuola deve restare in presenza”

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“Nessun ripensamento sul ritorno a scuola in presenza”. Lo ha detto il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi a margine delle celebrazioni dell’anniversario della nascita della bandiera Tricolore a Reggio Emilia.

Bianchi dunque, nonostante i diversi appelli che chiedono di rinviare il rientro in aula, non fa alcuna retromarcia e anzi, è stato categorico sull’appello firmato da oltre 1.500 presidi per chiedere di posticipare di due settimane (restando in Dad) il rientro tra i banchi di lunedì, per permettere di vaccinare tutti gli alunni.

Siamo molto attenti a voci che ci arrivano dal Paese, ma anche dalle tante voci che ci dicono che la scuola debba restare in presenza“, ha detto Bianchi. 

Anche il Ministro della Salute, Roberto Speranza, si schiera al fianco di Bianchi per la scuola in presenza: “Il Governo ha scelto di tutelare il più possibile la scuola, come presidio fondamentale per la nostra comunità. E quindi l’indirizzo è e resta: scuola in presenza e in sicurezza“.

Speranza, ospite del Tg1, nel giorno in cui la Campania ha annunciato l’intenzione di tenere chiuse elementari e medie, spiega: “Non vogliamo che siano i più piccoli, i nostri figli, a pagare il prezzo di questa nuova fase epidemica“, ha sottolineato Speranza.

La situazione però resta molto complessa, dato che oltre al moltiplicarsi degli appelli, iniziano già ad arrivare prime ordinanze da parte dei sindaci che posticipano il ritorno in classe in presenza.

Il Ministro, già nel corso dell’intervento del 6 gennaio al Tg1 aveva ribadito che ”L’obiettivo di tutto il pacchetto delle decisioni, in particolare quelle sulla scuola, è tornare nelle aule in presenza e sicurezza”, spiegando inoltre le misure previste dal nuovo decreto anti covid, in particolare sulla distinzione fra alunni vaccinati e non: “C’è differenza perchè non hanno tutti la stessa protezione. Quelli piccolissimi, da 0-6, non c’è vaccino. Quelli della fascia 5-11 anni, visto che è appena partita la campagna e al momento hanno raggiunto l’11% di vaccinazione. I ragazzi più grandi sono molto più avanti e sappiamo che quasi l’84% ha ricevuto la prima dose e il 75% la seconda. Quindi per i bambini piccoli, abbiamo pensato fosse necessario, con un secondo caso di positività in classe, di metterli al sicuro in quarantena”.

Rientro in classe, i presidi chiedono la Dad per 14 giorni: “Situazione ingestibile”. DIRETTA su Orizzonte Scuola TV alle 14.30

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