Ritorno in classe, Bianchi: no obbligo vaccinale, sì a campagna di sensibilizzazione per immunizzazione

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Una storia già vista. Potremmo chiamarlo così il dibattito degli ultimi giorni attorno alla scuola. Mancano solo i banchi a rotelle, altro protagonista indiscusso dell’indimenticabile estate 2020. Invece a luglio e agosto 2021 si parlerà di vaccinazione di docenti e studenti in vista del prossimo anno scolastico in partenza a settembre.

La scuola non si può permettere un altro anno con la didattica a distanza, ma lo slogan “in presenza senza se e senza ma” è più facile a dirsi che a farsi come racconta il Corriere della Sera in un articolo nell’edizione cartacea.

La linea del governo è quella di puntare sulla vaccinazione, ma il ministro Bianchi ha spiegato che non ci può essere obbligo perché non c’è per nessuno nel Paese e tutti, vaccinati e no, andranno a scuola in presenza.

Il governo incoraggia i ragazzi a vaccinarsi non tanto per i benefici personale, ma per un gesto di solidarietà, per un senso di responsabilità.

La questione del vaccino, in realtà, copre altri problemi che attanagliano la scuola: il problema degli spazi in primis, poi quello dei trasporti e degli organici. Molto dipenderà dall’incidenza della variante Delta: se farà esplodere i contagi il ricorso al piano B, cioè alla Dad, sarà inevitabile nelle zone rosse o arancioni. Intanto sono in arrivo 70 milioni di euro per le nuove aule e 400 milioni per l’organico Covid.

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