Ritorno in classe, Bianchi: “La scuola è in presenza, soprattutto le prime classi, ma non serve demonizzare didattica digitale”

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“La scuola è in presenza”, soprattutto “le prime classi vanno fatte in presenza perché la presenza non è soltanto mettere una accanto all’altro ma è anche scoprirsi conoscersi, parlarsi”. Così Patrizio Bianchi, coordinatore del Comitato di esperti costituito dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, intervistato dal TgR dell’Emilia-Romagna. Detto questo, sottolinea Bianchi, “non bisogna aver paura della formazione a distanza” perché “questo è un strumento fra tanti che deve insegnare ai nostri ragazzi non a usare telefonino o computer, che sanno usare meglio di noi, ma a farne un uso critico”.

“Ad esempio – dice Bianchi – avevamo insistito molto per dire che era necessario investire di più sulla scuola, facendo un calcolo di tre miliardi. Siamo arrivati a 2,9 miliardi e questo mi sembra un’inversione di tendenza molto importante. Avevamo detto che occorreva un 10-15% di di personale in più e sugli 850mila insegnati che abbiamo, oggi ne sono stati approvati dal Ministero delle Finanze 85mila, più 10mila di altro personale. Avevamo richiesto una task force interna al Ministero per fare un’assistenza ai presidi… Abbiamo messo tanto idee che mi sembra il Ministero un pezzo alla volta stia oggi rendendo applicativo”.

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