Ritorno in classe, Bertolaso contro il CTS: “Non è normale che debba intervenire persino sui termometri”

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“Si sarebbe potuto risolvere la questione  degli scuolabus facendo “quello che abbiamo già fatto, in scala ridotta, nelle aree colpite dal terremoto. Requisisci ogni mezzo in nome dell’interesse pubblico. Fra l’altro indennizzando i proprietari  e gli autisti che, invece di sopravvivere con i sussidi, potrebbero  tornare a lavorare”.

Così, in un’intervista a ‘La Verità’, l’ex  capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, secondo il quale, inoltre, agli scienziati e al Cts non spetta decidere quando e come utilizzare i termometri sui bimbi.

“Le pare che una struttura come il Comitato tecnico scientifico debba intervenire persino sui termometri? – chiede Bertolaso – Ma certo che no! Tu sei uno scienziato, devi darmi un parere scientifico: e questo parere,  ad esempio, è che con 37,5 il bambino non deve entrare a  scuola. Bene, una volta che tu, Comitato, hai stabilito questo, il tuo lavoro è finito”.

“Come si misura la febbre e dove lo decido io: il  governo, la politica – continua – e devo avere la competenza e la forza per poterlo fare”.

Bertolaso ricorda anche i giorni in cui si ammalò di Covid: “Se non fossi andato a Milano, da Alberto Zangrillo, sarei sicuramente morto”.

“I polmoni sono come degli alberi: questo terribile male non colpisce le foglie, ma il fusto e i rami – spiega Bertolaso – E’ difficile arrivare ai rami di quell’albero, anche con la farmacologia che  abbiamo oggi. Hai bisogno di tempo, le terapie intensive regalano  tempo a dei sicuri candidati alla morte”.

A salvarlo poi sono stati i “farmaci. Il Remdesivir, per esempio. E poi la clorochina”. Su  quest’ultimo farmaco Bertolaso spiega così le polemiche: “Ha un  problema enorme” cioè “costa troppo poco. Anzi non costa nulla”.

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