Ritorno in classe, beni confiscati alle mafie a disposizione per dare respiro alle scuole

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Il Ministero dell’Istruzione ha emanato le linee guida per la ripresa delle lezioni per il prossimo anno scolastico, per un ritorno alla normalità e quindi alle lezioni in aula. Si pensa, per garantire la massima sicurezza, anche agli edifici dismessi o ai beni confiscati alle mafie.

“Per ora abbiamo individuato 200 strutture, sono per lo più in Lazio e Toscana, ma sono ben 25 solo in Campania. Si tratta di strutture che potrebbero essere utilizzate non solo per dare respiro alle scuole, ma anche alle PA o privati che hanno necessità di più spazi per preservare il distanziamento interpersonale”.

Così il direttore dell’Agenzia nazionale per la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata (Anbcs), Bruno Frattasi, in un’intervista al quotidiano “Il Mattino”.

Mentre in pieno lockdown le scuole erano chiuse, infatti, l’Agenzia ha iniziato a verificare quali beni sottratti alle mafie potessero essere utili per aiutare le scuole a riprendere l’attività scolastica.

“Tutti i beni sui quali abbiamo effettuato le ricognizioni sono esclusivamente in buono o in ottimo stato di conservazione. Basterebbero piccoli interventi o, in alcuni casi, solo effettuare gli allacci ai servizi di acqua, luce e gas. È stata la nostra prima preoccupazione individuare solo beni da poter utilizzare in tempi brevissimi. Se la scuola ha bisogno di strutture per evitare il problema delle classi-pollaio e raggiungere l’obiettivo del distanziamento interpersonale tra i bambini può attingere al nostro patrimonio”.

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