Ritorno in classe, Azzolina e Speranza spingono per i test rapidi, ma il CTS frena: “Non sono un’alternativa”

Si complica il piano della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina e di quello della Salute, Roberto Speranza in merito ai test rapidi.

Così come segnalato in mattinata, l’ipotesi di utilizzare anche a scuola i test che si effettuano nei aeroporti,  apre un fronte di scontro tra governo e Cts, il Comitato tecnico scientifico.

L’idea è quella di utilizzare i test rapidi nel caso un professore o un alunno risulti positivo, così da condizionare in modo meno grave la classe (e i genitori degli studenti). Il tampone verrebbe quindi effettuato solo in caso di risultato positivo al test rapido.

Una proposta, che vede contrario il Cts. Per Sergio Iavicoli, direttore del dipartimento di medicina, epidemiologia e igiene del lavoro e ambientale dell’Inail e membro del Cts, “il tampone rimane il test di riferimento per la valutazione e la gestione dei casi sintomatici e sospetti di contagio da coronavirus e in tal senso i test rapidi non sono ad oggi un’alternativa, spiega all’HuffPost.

La disputa è sull’attendibilità del test che, per adesso, è dell’85%.

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