Ritorno in classe, Azzolina: “Avere 55 anni non significa essere docente fragile. Si è fatta un’equazione scorretta”

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La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha parlato a Radio 24, in vista della riapertura delle scuole.

“Sarà un giorno emozionante, il primo giorno di scuola. La temperatura si misura a casa, questo per evitare che gli studenti sintomatici possano diventare un pericolo per gli altri. Ci vuole responsabilità. Saranno accolti dal personale scolastico e dai docenti. Bisogna evitare gli assembramenti”.

Sui docenti fragili afferma: “Avere più di 55 anni non significa essere fragile. Bisogna avere patologie pregresse di un certo rilievo. I numeri che si erano letti, 300 mila docenti non corrispondono al vero. C’è una procedura per stabilire se un lavoratore è fragile e se deve essere sottoposto a sorveglianza speciale. Sono circolate alcune inesattezze”.

Lavoratori fragili, non basta l’età per essere definiti tali. La circolare interministeriale

Ieri la ministra dell’Istruzione, durante il suo intervento alla festa del Fatto Quotidiano, ha parlato di 300 richieste da parte dei docenti per certificare la loro condizione di fragilità. Numeri, al momento, lontanissimi dalle stime dei giorni scorsi, ma, allo stesso tempo, bisogna sottolineare che i professori potrebbero avere “timore” nel presentare l’istanza dal momento che non si sa quali potrebbero essere le reali ripercussioni.

Sul caso della scuola di Roma in cui si è verificato un caso di Covid-19, invece, la ministra ha detto: “Abbiamo lavorato per ridurre al minimo il  rischio contagio ma la scuola non è un posto fatato, asettico, dove il rischio è zero per questo abbiamo lavorato con l’Iss per avere un protocollo e stabilire cosa si fa se c’è un contagiato in classe. Dal 14 la partita della scuola diventa molto sanitaria. Il caso di  Roma al Marymount dimostra come il protocollo sta funzionando:  inizialmente si era parlato di 65 persone che dovevano andare in  quarantena, poi si è stabilito che solo 9 andranno in quarantena e  seguiranno la didattica a distanza. I docenti non possono rifiutarsi di lavorare da remoto, le linee guida stabiliscono che se la classe è in quarantena la didattica deve continuare. Io credo ci voglia anche buonsenso, tutti i paesi europei stanno facendo così”.

Una battuta anche sulle condizioni di salute dell’ex premier Silvio Berlusconi, positivo al Covid-19 e ricoverato, a scopo precauzionale presso l’ospedale San Raffaele di Milano: “Ci vuole molto rispetto quando si parla di persone malate, specie quando si parla dei famigliari, che si tratti di Marina o Barbara Berlusconi. E’ dovuto. E non si dovrebbero avere  sentimenti di odio verso chi ha una malattia in corso”. 

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