Ritorno il 7 gennaio, 75% di studenti per ogni classe o della scuola? Per gli insegnanti possibile modifica dell’orario settimanale

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Gli studenti delle scuole secondarie di II grado, dopo un lungo periodo di didattica a distanza al 100%, rientreranno in aula il prossimo 7 gennaio. Cosa si prevede, quali sono i punti di maggiore frizione, resta alto il timore per questa scelta. 

A scuola il 75% degli studenti

Il DPCM del 3 dicembre 2020, riassunto dal Ministero in una apposita nota, dispone:

“le istituzioni scolastiche del secondo ciclo di istruzione collocate nelle cosiddette zone gialle e arancioni organizzeranno la presenza a scuola del 75 per cento degli studenti, garantendo comunque le attività di laboratorio e di inclusione scolastica degli alunni con disabilità o con bisogni educativi speciali”

Dunque le attività di laboratorio saranno in presenza (secondo le attuali disposizioni le scuole hanno scelto se erogare il servizio in presenza), così come si continuerà ad assicurare l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità o con BES.

75% degli studenti di ogni classe o della scuola?

Su questo il DPCM non dice nulla (parla del 75 della popolazione scolastica). E infatti il Ministero chiarisce: “il predetto limite può essere variamente modulato (anche per classi, classi parallele, indirizzi), in considerazione delle esigenze delle istituzioni scolastiche finalizzate a garantire un ottimale svolgimento del servizio e con riferimento alle necessità di garantire le condizioni di sicurezza, fermo restando quanto disciplinato Decreto del Ministro dell’istruzione 26 giugno 2020, n. 39, recante “Adozione del Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione per l’anno scolastico 2020/2021” e il “Decreto del Ministro dell’istruzione 7 agosto 2020, n. 89, recante “Adozione delle Linee guida sulla Didattica digitale integrata”.

In parole povere: se in una scuola il problema è quello di non riuscire a garantire l’ottimale distanziamento tra gli alunni, la scelta migliore potrebbe essere quella di optare per la presenza del 75% degli studenti per classe.

Se il “collo di imbuto” è solo nelle vie di accesso e uscita all’edificio scolastico, potrebbe essere sufficiente garantire la presenza del 75% degli studenti, alternando le classi per intero.

Il Piano della didattica digitale integrata è valido

Le scuole hanno già adottato a settembre un Piano per la didattica digitale integrata. Esso rimane valido se sovrapponibile alle nuove disposizioni o migliorabile in tal senso, anche senza stravolgerlo. Le scuole che fin da settembre hanno colto l’opportunità della DDI come modalità complementare a quella in presenza sicuramente si troveranno avvantaggiate in questa fase, con modifiche minime ad un percorso già avviato.

Che differenza c’è tra didattica a distanza e didattica digitale integrata. Cosa si fa dal 7 gennaio

Modifica all’orario settimanale

Rientrare a scuola il 7 gennaio significherà incidere, soprattutto nelle aree metropolitane, sui trasporti. Una scelta non facile, come già evidenziato in  Veneto: servirebbero altri 802 bus e 227 assunzioni (!)

E dunque? Forse la soluzione più indolore sarà quella di intervenire sulla modifica degli orari di ingresso e uscita degli studenti, con rimodulazione degli orari per studenti, personale ATA e naturalmente insegnanti.

Una possibilità contemplata nel DPCM e dunque “legale”. Ne abbiamo già parlato in Insegnanti, studenti, ATA secondaria II grado dovranno essere pronti a cambiare orario da gennaio. Possibili turni pomeridiani

Nella nota del 9 dicembre il Ministero ricorda ” occorre modulare il piano di lavoro del personale ATA, gli orari delle attività didattiche per docenti e studenti, nonché degli uffici amministrativi, tenendo conto della frequenza a scuola del 75 per cento della popolazione scolastica” . Come già detto, molto dipende anche dall’organizzazione già avviata prima della sospensione delle lezioni in presenza.

Si tratta di una soluzione difficile da gestire, che incontra già il no di alcuni Dirigenti Scolastici in Piemonte. Il no dei dirigenti scolastici ai doppi turni

Ritorno a scuola, il Ministero chiarisce sul nuovo Dpcm: orari attività didattiche, organico covid e Ata [NOTA PDF]

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