Ritorno alle lezioni, Udir: il problema non sono i banchi nuovi. Chiarire responsabilità penale DS

Udir – Lo ha detto Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato dei dirigenti scolastici Udir, commentando le indicazioni fornite dal Comitato tecnico scientifico, dal commissario straordinario Domenico Arcuri e dal ministero dell’Istruzione: durante un’intervista a Italia Stampa, il sindacalista autonomo ha ricordato che tantissimi banchi monoposto nuovi, oltre due milioni, “arriveranno tra settembre e fine ottobre alle scuole: verranno assegnati sulla base delle necessità legate alla riapertura dei singoli istituti, come il tasso di diffusione del Covid nelle singole regioni e a dei criteri che dovrebbero rispondere a delle priorità oggettive.

Ma il problema prioritario dei dirigenti scolastici non è quello di avere i banchi: è di avere a disposizione delle aule in modo da garantire il distanziamento interpersonale. Ovviamente anche di avere il personale docente. È evidente che il Governo ha fatto un grande sforzo nell’autorizzare l’assunzione di più 80 mila nuovi supplenti, tra docenti e Ata, ma tutto questo potrebbe non bastare, tanto che il Comitato tecnico scientifico ritiene che in caso di mancato distanziamento bisognerà procedere con l’obbligo di indossare le mascherine”.

Le promesse del ministero non bastano a salvaguardare il personale scolastico, a partire dai capi d’istituto, da possibili pericoli per le azioni che attueranno in fase di organizzazione scolastica e delle lezioni: in base alle attuali norme, spiega Marcello Pacifico, “se dovesse accadere qualcosa agli studenti, al personale, ne risponderebbe il dirigente scolastico, ma anche i docenti e il personale amministrativo, sia civilmente sia penalmente. Ma ciò non è possibile: siamo tutti chiamati a collaborare con lo Stato, i dirigenti in prima persona, per poter riaprire le scuole a settembre, è l’obiettivo di tutti, però non si può poi accusare il dirigente scolastico o il responsabile di plesso o quello sulla sicurezza, e ancor più i docenti e Ata, per non avere vigilato sulla perfetta esecuzione del protocollo d’intesa”.

“Ecco perché, se questa situazione permane, i dirigenti scolastici sono pronti anche allo sciopero – dice ancora il presidente Udir – è una decisione che in un momento di emergenza non si dovrebbe attuare, ma è l’unico segnale per far capire al Governo che è necessario un provvedimento normativo, attraverso il quale si possa chiarire sulla responsabilità dei dirigenti scolastici in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro, quindi le scuole: se hanno difficoltà a rispettare protocolli e leggi, non certo per mancata volontà, ma per mancanza di strumenti, tutto questo non può essere imputabile a loro. Lavoreremo per questo con emendamenti specifici da inserire in fase di conversione del decreto ‘agostano’”.

Udir ribadisce, pertanto, l’esigenza primaria di approvare, attraverso una legge ad hoc, uno “scudo”, rivolto ai presidi, come ai loro collaboratori e a tutto il personale scolastico, che li salvaguardi da eventuali azioni di rivalsa nei loro confronti a seguito delle conseguenze derivanti dal ritorno a scuola in tempo di Covid-19 o altri tipi di emergenze, anche se hanno applicato le indicazioni ministeriali, a partire dal protocollo sulla sicurezza del 6 agosto scorso.

Segui il nuovo ciclo formativo Eurosofia: “Educazione civica, cittadinanza attiva e cultura della sostenibilità a scuola”