Ritorno a settembre, Vittoria Casa (M5S): meno alunni per classe e turnazione studenti con rientri pomeridiani, all’esame

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15 aprile, riunione con capigruppo di maggioranza sulle varie opzioni per l’avvio del prossimo anno scolastico, ne abbiamo parlato con l’Onorevole Casa del Movimento 5 Stelle. Obiettivi cardine: “sicurezza”, “nessuno resti indietro”, “investimenti”.

Quali opzioni sono in campo per il ritorno a settembre tra i banchi?

Stiamo valutando varie opzioni e abbiamo individuato una task force che ci aiuti a prepararle. Intanto, la riconferma di tutti gli organici ci permetterà di ridurre gli alunni per classe, consentendo il distanziamento per la sicurezza.

Si è parlato anche di possibile turnazione degli studenti?

Sì, anche di rientro pomeridiano con un giorno libero di mattina.

Si partirà allo stesso momento in tutte le Regioni?

Stiamo valutando anche l’opzione di scaglionare l’avvio.

In questo caso partiranno prima le regioni in cui ci sono stati più casi di contagio o il contrario?

Questo lo valuteremo insieme all’Istituto Superiore della Sanità.

I problemi maggiori immagino riguardino l’infanzia.

Si tratta del segmento più delicato che ha bisogno di interventi, faccio parte di un gruppo che sta nascendo trasversalmente che si sta occupando di bambini. Nel prossimo decreto ci sarà un capitolo dedicato alla fascia d’età 0-6 e adolescenti, al fine di lavorare per tenere conto dell’aspetto psicologico.

Anche l’aspetto pratico in relazione al rientro a scuola è alquanto problematico

Sì, il mantenimento delle distanze nelle scuole dell’infanzia e i primi anni della primaria è difficile. E’ punto cardine per la task force, bisognerà capire come possiamo intervenire.

La partenza a settembre, quindi, sarà integralmente in modalità “didattica a distanza” o mista?

Cercheremo di valorizzare quella che è stata l’esperienza della didattica a distanza di questi mesi e trasformarla da emergenza in opportunità, integrandola con la modalità in presenza.

Intende dire che la didattica a distanza, dopo l’emergenza sanitaria, sarà modalità didattica strutturale?

Sì, strutturale ma senza enfatizzazione. In  un sapere globalizzato questo aspetto non deve essere trascurato. C’è anche da lavorare sulla consapevolezza dell’uso delle tecnologie, sul cyberbullismo, sulla codifica e decodifica dei messaggi. Passi avanti abbiamo fatto anche normativamente parlando, nell’ultimo decreto si afferma che il personale docente, in questo momento di emergenza, assicura la didattica a distanza, mentre prima c’era l’obbligo solo da parte della scuola. Penso che sia una grande opportunità che non va demonizzata, si deve fare lo sforzo per raggiungere tutti, portando attenzione ad esempio agli studenti con disabilità. Nessuno deve rimanere indietro e bisogna investire.

In Germania gli studenti affronteranno l’esame di maturità in presenza. Ci sarà una sorpresa anche per quelli italiani?

Nel decreto scuola ci sono due possibilità, dipenderà da quando rientreremo a scuola se sarà prima o dopo il 18 maggio. Si valuterà se fare tutto online o in parte. Bisogna attendere. In presenza gli studenti potranno certamente mettere sul campo molto meglio il loro percorso formativo, ma bisognerà anche valorizzare la didattica a distanza che non va sottovalutata.

Un documento pubblicato ieri dalla nostra redazione, inviatoci da quattro dirigenti, suggerisce una piattaforma e-learning ministeriale comune a tutte le scuole e la creazione di contenuti utilizzabili da tutti i docenti.

Al momento le scuole hanno utilizzato le piattaforme più diverse, l’idea è di una piattaforma centralizzata che significa mettere ordine al marasma. Non ho letto il documento, ma sui contenuti lascerei liberi in base all’autonomia scolastica, libere le scuole in base all’indirizzo di studio e i bisogni degli studenti. Forse sarebbe meglio dare indicazioni alle scuole più che contenuti, in modo che possano rivedere il piano dell’offerta formativa.

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