Ritorno a scuola, Turi (Uil Scuola): “Abbiamo perso un’altra settimana per fare ciò che serve: aprire in presenza e sicurezza”

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“Che il Cts continui ad affermare che le scuole siano un luogo sicuro non è certo una novità. Tuttavia, se ha bisogno di dimostrarlo con ardite comparazioni europee, vuol dire che non ne sembrano neanche tanto convinti, ovvero non lo sono i decisori politici”. 

E’ quanto afferma il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi, che, commentando con l’Adnkronos l’ultimo parere del Cts, invita ad agire. “Che le scuole vadano riaperte in presenza e aggiungiamo noi, in sicurezza – evidenzia Turi – è una nostra precisa rivendicazione che il governo deve realizzare nella pratica quotidiana. Per farlo sottolinea – dovrebbe rispondere ad alcune domande che restano inevase: perché non si è attuato il protocollo sulla sicurezza sottoscritto con i sindacati ad Agosto? In quell’accordo tra l’altro – ricorda Turi – si prevedeva una commissione interna in ogni scuola che avrebbe verificato nello specifico gli standard di sicurezza“.

E ancora – chiede il leader della Uil Scuola – perché non si sono realizzati presidi sanitari? E perché non si sono ridotti gli alunni per classe? E perché là finanziaria stanzia 30 miliardi per garantire standard di sicurezza per gli esami di Stato se le scuole sono già sicure?

Pertanto – conclude Turi – basta con la retorica e si faccia e non si dica, ma è questo il problema, è più facile dire che fare. Abbiamo perso un’altra settimana per fare ciò che serve: aprire le scuole in presenza e in sicurezza“.

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