Ritorno a scuola, studente positivo al Covid potrà richiedere la DAD ma i Collegi docenti dovranno dare dei paletti con le delibere. Norma ed esigenze contrattuali

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Con la nota 1998 del 19 agosto il Ministero dell’Istruzione riepiloga le regole anti Covid valide fino al 31 agosto e fornisce indicazioni per l’avvio del prossimo anno scolastico. In via ordinaria decadono gli obblighi per studenti e personale scolastico: via le mascherine, via il distanziamento, stop obbligo vaccinale. Un punto resta al momento poco chiaro: la gestione degli studenti positivi e in isolamento.

Nella nota del 19 agosto 2022 il Ministero ricorda la normativa in scadenza il 31 agosto, che ha accompagnato la gestione dei casi di positività nell’ultimo periodo dell’anno scolastico 2021/22

“Il decreto-legge n. 24/2022, in modifica dell’articolo 3, decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, è intervenuto in ordine alla gestione dei casi di positività alla SARS-CoV-2, prevedendo che a decorrere dal 1° aprile 2022 e fino alla fine dell’anno scolastico 2021-2022, nel sistema educativo, scolastico e formativo, ivi compresi le scuole paritarie e quelle non paritarie, nonché nei centri provinciali per l’istruzione degli adulti:

  • la presenza di casi di positività non interrompe in alcun caso lo svolgimento della didattica in presenza, né preclude la possibilità di svolgere uscite didattiche e viaggi di istruzione, compresa la partecipazione a manifestazioni sportive;
  • al personale scolastico si applica sempre il regime di autosorveglianza;
  • nelle istituzioni del sistema integrato di educazione e di istruzione di cui al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, in presenza di un numero di contagi pari o superiore a quattro, docenti, educatori e bambini di età superiore ai sei anni utilizzano i dispositivi di protezione delle vie respiratorie
    FFP2 per dieci giorni dall’ultimo contatto con un soggetto positivo. Alla prima comparsa di sintomi, è prescritta l’effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare o di un test antigenico autosomministrato da ripetersi, se i sintomi persistono, al quinto giorno;
  • negli altri ordini di scuola, in presenza di un numero di contagi pari o superiore a quattro, per docenti e alunni di età superiore ai sei anni è prescritto l’utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 per 10 giorni dalla data dell’ultimo contatto con un soggetto positivo. Anche in questo caso, alla prima comparsa di sintomi, è prescritta l’effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare o di un test antigenico auto-somministrato da ripetersi, se i sintomi persistono, al quinto giorno;
    in ogni ordine di scuola, in presenza di un numero di contagi in classe inferiore a quattro resta l’ordinario obbligo di utilizzo di dispositivo di protezione di tipo chirurgico o di maggiore efficacia protettiva per docenti, educatori e alunni di età superiore a sei anni.”

Misure che scadono il 31 agosto e che quindi – sempre salvo ulteriori interventi – non avranno validità dal 1° settembre.

Ma una domanda è d’obbligo: come saranno gestiti i casi positivi? 

Posto che i provvedimenti sanitari di isolamento per i soggetti positivi all’infezione da SARS Cov – 2 sono ancora in vigore e  prevedono 7 giorni per i vaccinati con terza dose o che hanno completato il ciclo vaccinale da meno di 120 giorni e 10 giorni per i non vaccinati e coloro che hanno completato il ciclo vaccinale o sono guariti da oltre 120 giorni, quale prospettiva per gli studenti in condizione di isolamento?

Le indicazioni dell’IIS si limitano a ribadire che non è permesso agli studenti di recarsi e permanere a scuola con test Covid positivo ma queste indicazioni non sono state integrate né accennate dal Ministero dell’istruzione  per quanto riguarda la gestione – a livello didattico – dello studente in isolamento.

Lezioni da remoto per gli studenti positivi?

Le norme adottate nel corso del 2021/22 potranno ancora essere considerate valide anche per il prossimo anno scolastico?

La gestione del caso positivo attiene sempre al DL n. 24/2022,  che ha previsto che gli alunni in isolamento possano seguire l’attività scolastica nella modalità della didattica digitale integrata su richiesta della famiglia o dello studente se maggiorenne (abrogata la parte relativa alla necessità di un certificato medico che attestasse la possibilità di seguire la DAD).

La norma quindi prevede ancora la DAD per lo studente positivo.

La delibera del Collegio docenti

E se il Contratto integrativo su DAD/DID che ha accompagnato la gestione dell’attività didattica in fase di pandemia è scaduto al cessare dell’emergenza sanitaria, quindi lo scorso 31 marzo, come si configura l’impegno in caso di studente positivo?

Dovrà essere il Collegio docenti  – a meno di eventuali nuovi interventi normativi  da parte del Ministero – a deliberare in materia di attività didattica per lo studente che non ha accesso a scuola causa infezione da SARS Cov – 2.
E, anche in base all’esperienza dello scorso anno, la delibera deve contenere in maniera specifica i casi per cui può essere attivata la DAD. Ossia quei casi, come l’infezione da SARS Cov – 2 giustificati dalla normativa vigente.

Quello che manca è la gestione della strumentazione da parte degli insegnanti, gli orari, le risorse. Aspetti che non sono più inquadrati, per il momento, in un contesto normativo.

Si attende infatti la sottoscrizione del nuovo Contratto per dare seguito a quanto indicato nell’ATTO DI INDIRIZZO

Secondo quanto contenuto nel testo, il contratto dovrà disciplinare:

  • formazione specifica
  • salute e sicurezza
  • tempo di lavoro
  • diritto alla disconnessione
  • gestione delle attività funzionali all’insegnamento in modo da non dover generare nuove necessità di fabbisogno di orario di insegnamento.

Al momento, forse, si andrà avanti grazie al buon senso e alla responsabilità di tutto il personale della scuola.

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