Ritorno a scuola, Rete degli Studenti critica su nuove linee guida covid: “Non ci siano limitazioni su diritto allo studio e sicurezza per tutti”

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Anche la Rete degli Studenti Medi commenta le misure previste dal nuovo decreto anti-covid varato nella serata del 5 gennaio dal Consiglio dei Ministri.

In primo luogo analizziamo come problematica la differenziazione attuata tra vaccinati e non vaccinati per l’accesso alla didattica in presenza. Il nuovo decreto prevede, infatti, che se in una classe esistono due casi di positività, gli alunni vaccinati con terza dose possono continuare la didattica in presenza, mentre chi non possiede la terza dose è costretto a seguire le lezioni in didattica a distanza. In una categoria, quella degli studenti, composta per una stragrande maggioranza da minori spesso non in grado di prendere decisioni in autonomia sulla vaccinazione, questo significa una limitazione dell’accesso al diritto allo studio. Stimiamo che un 15% circa degli alunni minorenni non possa accedere alla vaccinazione pur volendolo per l’influenza o l’esplicito divieto delle proprie famiglie“, dicono gli studenti che aggiungono: “Avremmo auspicato l’introduzione, per gli studenti e le studentesse, dell’obbligo vaccinale. Tale misura avrebbe evitato situazioni di ambiguità e di estrema frammentazione all’interno delle classi in tutto il Paese“.

E ancora: “Ulteriore elemento di criticità è la previsione della Didattica a Distanza nel caso in cui esistano tre positivi in una classe. Pensiamo che in questa fase complessa sia necessario fare il possibile per mantenere le scuole aperte e in sicurezza, garantendo tutti gli strumenti possibili agli studenti e al personale. Bene che siano stati stanziati fondi per lo screening, ma serve un impegno maggiore per garantire tamponi agli studenti e FFP2 a tutti e tutte“.

Siamo preoccupati per questo rientro a scuola” spiega Tommaso Biancuzzi, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi “Ci saremmo aspettati una maggiore velocità e attenzione da parte di Governo e Ministero in queste settimane. Abbiamo visto, invece, solo uno scarico di responsabilità verso le Regioni che in autonomia stanno decidendo di rimandare di qualche giorno il rientro. Speriamo questo non sia l’inizio di un nuovo periodo di Didattica a Distanza, perché non possiamo permetterci di chiudere nuovamente le scuole. Occorre aumentare le vaccinazioni, sensibilizzare gli studenti e le studentesse e risolvere l’ambiguità di quella fascia di minori che non può accedere al vaccino per responsabilità dei propri genitori. Garantiamo il diritto allo studio senza discriminazioni e in presenza, con tamponi e FFP2 negli istituti per tutti e tutte.

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