Ritorno a scuola, quella lieve malinconia che coglie docenti e studenti: come affrontarla perché non diventi ansia. INTERVISTA allo psichiatra Barretta

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“Blues post vacanze” ovvero quella lieve malinconia che coglie docenti e studenti al pensiero del rientro a scuola e che, talvolta, si tramuta in una vera e propria ansia.
Come affrontare allora la fine delle vacanze e il ritorno in classe che si avvicina?

Ne parliamo con lo Psichiatra Vincenzo Barretta, specialista, da quasi trent’anni, in Psichiatria e Psicoterapia e Medicina delle Dipendenze a Napoli, nonché neo Presidente dell’Osservatorio Nazionale per la Salute Emotiva e Comportamentale.

Dottore che cos’è esattamente il Blues post vacanze?

E’ una condizione di malinconia, talvolta associata a una fastidiosa sensazione di ansia che ci coglie al pensiero degli impegni che ci attendono. Il rientro dalle vacanze, infatti, per molti è un grande sollievo ma per tanti altri significa dover fronteggiare lo stress da rientro o, in alcuni casi, affrontare anche ansia e depressione.

Quali sono i sintomi del Blues post vacanze e da cosa deriva?

Ritornare alla normalità dopo le vacanze, per alcuni, rappresenta una vera e propria fonte di stress. Secondo alcune indagini che sono state condotte, 2 persone su 3 riferiscono di vivere questa condizione che, talvolta, può colpire duramente, specie dopo un periodo di vacanza caratterizzato da intense emozioni e relax.

 Il blues post vacanze condivide molti degli stessi sintomi caratteristici di un disturbo d’ansia o dell’umore: insonnia, bassa energia, irritabilità, difficoltà di concentrazione e ansia. A differenza della depressione clinica, però, l’angoscia è di breve durata piuttosto che a lungo termine.

C’è relativamente poca ricerca sull’argomento, ma un certo numero di esperti ritiene che sia da attribuirsi a repentine variazioni di ormoni e neurotrasmettitori nel nostro organismo. Quando i ritmi rilassati della vacanza vengono improvvisamente interrotti, si può determinare tutto questo. Un ruolo viene anche svolto dalla previsione, che determina una certa ansia, degli impegni che ci attendono.

Anche il cambiamento di abitudini alimentari e del sonno può giocare un ruolo importante.

Le diete ricche di carboidrati e alcol, con cui molte persone vanno avanti durante le vacanze, potrebbero esserne responsabili.

L’alcol ha un potere sedativo ampiamente riconosciuto e la ricerca ha anche riconosciuto il ruolo del cosiddetto “cibo spazzatura” nell’ influenzare i cambiamenti dell’umore.

Quanto dura la depressione post vacanze?

Questo può essere diverso per le varie persone, di solito pochi giorni, ma se dopo una settimana, o due, non si ritorna alla piena normalità sarà opportuno consultare uno specialista.

Come superare questo periodo?

Per uscire dal Blues post vacanze è necessario porre attenzione alle basi del benessere fisico e mentale e sull’adeguamento delle proprie aspettative.

Sonno di buona qualità e sufficiente durata, esercizio fisico regolare e una dieta ricca di nutrienti: questi i capisaldi di uno stile di vita sano, che sono raccomandati dagli esperti per migliorare l’umore e gestire i sintomi di questa condizione.

L’interazione sociale è una componente fondamentale del miglioramento del benessere. Riempire la nostra agenda con attività che ci piacciono, oltre agli impegni, ci darà qualche piacevole aspettativa aiutandoci a tenere a bada le emozioni sgradevoli.

Le nonne consigliavano di rientrare dalle vacanze qualche giorno prima della ripresa delle attività. E’ ancora un consiglio valido e vale anche per gli studenti?

Il mio consiglio è quello di rientrare gradualmente negli impegni sociali e lavorativi che ci attendono, evitare di ritornare al lavoro non appena rientrati dalle vacanze è un altro aspetto importante. Come dicevano le nostre nonne, è sempre utile rientrare qualche giorno prima di riprendere le attività lavorative, per dare alla nostra mente ed al nostro organismo il tempo di ricalibrarsi sulle nuove attività ed i nuovi ritmi che ci attendono.

Il brusco ritorno alla routine può rappresentare un elemento di forte stress.

Agli studenti suggerisco di prendersi una pausa dai social media per recuperare più velocemente quella condizione di benessere, soprattutto quando, proprio magari durante il periodo delle vacanze, ci siamo concessi di stare più a lungo sui social.

E poi la sana lettura, vale sempre tanto anche se i ragazzi oggi leggono davvero poco. Molto utile anche concedersi qualche ora di relax, magari facendo dei massaggi, oppure qualche momento di lettura piacevole può fare in modo che il rilassamento ottenuto durante il periodo vacanziero non scompaia velocemente.

Ci sono poi alcune regole che valgono sia per studenti sia per docenti, e che è stato dimostrato aiutano ad evitare la sindrome post vacanze.

Di quali regole si tratta?

La ricerca ha dimostrato che fare pause intenzionali di qualche minuto durante lo studio aumenta la produttività e la concentrazione ed aiuta a ridurre lo stress.

Ma può essere utile anche appisolarsi per 15- 20 minuti o praticare brevi sedute di rilassamento.

I compiti per le vacanze spesso vengono ignorati per gran parte delle vacanze e se non conclusi in tempo rappresentano un’altra fonte di stress per gli studenti : quale consiglio può dare loro poco prima del rientro in classe?

È sempre bene evitare di arrivare all’ultimo momento, altrimenti l’ansia si attiva. In tutti i casi consiglio di programmare bene i tempi dello svolgimento dei compiti estivi, intervallando momenti di riposo e di rilassamento. Mi sentirei anche di dare un consiglio a docenti e genitori: è sempre utile essere un pochino indulgenti con i ragazzi visto che tanti di loro, durante tutto l’anno, sono spesso impegnati a fronteggiare fenomeni di ansia o condizioni francamente depressive. Consentiamo loro di ricominciare l’anno scolastico con il piede giusto, senza attivare angosce eccessive e poi, gradualmente, portiamoli ad impegnarsi di più.

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