Ritorno a scuola. Quale sicurezza? Lettera

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Inviata da Silvia Piccioni – Sono un’ insegnante di scuola secondaria. Vorrei dire due parole sulla situazione attuale della scuola. Il ministero ha preparato linee guida e regolamenti per la scuola in sicurezza in cui la maggior parte del carico di responsabilità ricade sui dirigenti scolastici e sugli insegnanti, ai quali si chiede di far rispettare regole eccessivamente stringenti per alunni dai sei ai diciotto anni.

La scuola che ripartirà il 14 settembre sarà molto simile a quella dell’ epoca pre- covid, con la sola differenza che ci saranno le mascherine da indossare e gli igienizzanti per le mani. Nella scuola dove insegno, nelle aule in cui erano ventotto alunni, ci saranno ventotto alunni.

La sicurezza di cui si è tanto parlato (dimezzamento del numero di alunni, doppi turni) è stata accantonata in un paese che fa tagli alla scuola da almeno trenta anni. Dunque si è andati avanti per deroghe, abusandone.

Tuttavia negli esercizi commerciali, come ad esempio nelle farmacie, non si può entrare più di due per volta. Gli assembramenti sono da evitare.

Qualche giorno fa in alcuni quotidiani si leggeva un articolo in cui si presentava il problema dei congedi parentali per genitori i cui figli malauguratamente dovessero infettarsi. Ci si chiedeva: sarà possibile ottenere congedi parentali? Mi è venuto da ridere per l’ ingenuità della domanda. Se è vero ciò che dicono i medici e cioè che questo virus si trasmette molto facilmente (e questo accade specialmente nei contesti familiari) saranno gli stessi genitori a stare male e dovranno chiedere non congedi parentali, ma congedi per malattia.

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