Ritorno a scuola, Pittoni: “A settembre inevitabile nuova infornata di supplenti, così non va. Occorre subito intervenire”

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“Sconcertante ascoltare l’ex ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina affermare che per la scuola ‘si deve innanzi tutto investire sull’organico, che è fondamentale per garantire il distanziamento… perché avere in classe 30 o 20 alunni non è la stessa cosa’, quando le difficoltà sono nate proprio dai suoi impuntamenti ideologici, i quali hanno di fatto bloccato l’assunzione di docenti che invece – insieme al reperimento di spazi aggiuntivi – era davvero l’intervento più importante per consentire lezioni in presenza senza troppi rischi di contagio. Ma da settimane l’attenzione generale è quasi solo sul Green pass”.

Non le manda a dire il senatore Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega e vicepresidente della commissione Cultura al Senato, replicando ad Azzolina sui problemi della scuola.

“Tra aprile e maggio al ministero era pronta una bozza di decreto ampia e articolata. L’impianto, ispirato al mio disegno di legge 1920, offriva soluzioni di buonsenso per predisporre le liste cui fare riferimento per coprire in via definitiva (a conclusione di adeguati percorsi formativi e selettivi) gli oltre 110.000 posti vacanti e disponibili già finanziati. Altri 60.000 posti si potevano ottenere (una volta individuato il canale di finanziamento più corretto per il miliardo necessario) dalla conversione di altrettante cattedre attive in organico di fatto, andando a risolvere criticità storiche in primo luogo nel sostegno a ragazzi con difficoltà. Tutto si è fermato per i veti del Movimento 5 Stelle, già responsabile del disastro dell’anno scolastico 2020/21 avviato praticamente senza insegnanti e senza gli spazi necessari“, afferma Pittoni.

“Servirebbero non meno di 120 mila assunzioni di docenti vere, cioè a tempo indeterminato. Saltato il decreto Scuola, si poteva comunque limitare i danni arrivando a reclutare fino a 70-80 mila insegnanti su posti vacanti e disponibili (quindi finanziariamente coperti) estendendo le assunzioni in ruolo alla seconda fascia delle graduatorie provinciali. E sarebbe stata una delle rare occasioni negli ultimi anni in cui il Parlamento riusciva a imporre la propria volontà, creando fra l’altro le condizioni per chiedere un decreto interamente dedicato ai principali problemi del settore. Abbiamo fatto appello alla massima condivisione di una proposta ispirata a due principi fondamentali dell’Unione Europea, che anche l’Italia è tenuta a rispettare: con tre anni di servizio il docente ha diritto a un percorso formativo abilitante (quindi pari dignità rispetto a chi è già abilitato); dopo 3 anni a tempo determinato l’insegnante ha diritto al contratto a tempo indeterminato appena il posto si rende disponibile, come peraltro prevede il nostro ddl 355. Ma non c’è stato nulla da fare: ha vinto l’asse M5s-Pd, nonostante ignorare tali indicazioni indebolisca la lotta al precariato cronico”, aggiunge.

“Per settembre un’altra grande infornata di supplenti, che tra l’altro in ampie zone non è facile trovare. Di conseguenza molti studenti non troveranno i loro insegnanti all’inizio dell’anno scolastico. Il 60 per cento delle già poche decine di migliaia di docenti precari ancora presenti nelle graduatorie di merito e in quelle ad esaurimento compresi gli idonei, è posizionato nel centro-sud-isole dove notoriamente la disponibilità di posti scarseggia. Altrettanto scarso il numero di precari in posizione utile di prima fascia GPS. Dovendo in base alle ultime decisioni del Governo coprire anche i posti degli insegnanti sprovvisti di Green pass, mi chiedo dove e in quanto tempo si troverà il personale per garantire il distanziamento necessario a evitare il contagio nelle lezioni in presenza”, conclude il senatore.

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