Ritorno a scuola, in Puglia si inizia con il 25% in presenza: paura contagio covid sui mezzi pubblici

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Da oggi anche gli studenti di scuola superiore tornano in classe ma l’incertezza permane: l’ordinanza di Emiliano prevede che gli studenti possano seguire in presenza, entro il limite del 50% per ogni aula, oppure proseguire con la didattica integrata digitale, cioè con le lezioni a distanza. Eppure, secondo i primi dati, il 50% è una chimera, almeno per il momento.

In base ai dati raccolti stamattina dalle scuole, e secondo quanto comunicato nei giorni scorsi anche dai sindacati, la presenza oscilla tra il 20 e il 25%. Salvo alcuni casi in cui si arriva al 100% perché, spiega Anna Grazia De Marzo, preside dell’Istituto Marconi-Hack di Bari, “su 1.550 studenti ne torneranno circa 400, e avendo alcune aule molto grandi possiamo rispettare le distanza di sicurezza“.

All’Istituto tecnico Pitagora, nel capoluogo pugliese, i sono casi in cui in aula ci sono 4 studenti su 25, oppure 5 su 22.Siamo un po’ spiazzati – racconta all’Ansa Lorenzo che frequenta il secondo anno -, ma siamo felici di tornare anche se siamo pochi: dopo un quadrimestre in Dad è bello ritrovare professori e compagni; sinceramente non so perché molti hanno scelto di restare a casa, forse per paura del virus o per comodità“.

A fare “paura” sono soprattutto i trasporti, spiega il vicepreside del plesso Pitagora, Michele Fioriello, “le famiglie temono che i figli possano contagiarsi prendendo i mezzi pubblici affollati“.

Anche se la studentessa Palma, che frequenta il liceo Scacchi a Bari, spiega di essere arrivata da Grumo con un treno “che non era molto affollato: quando siamo scesi – sottolinea – le persone rispettavano autonomamente la distanza di un metro“.

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Secondo i dati che sono arrivati nel corso della mattinata, al liceo Scientifico Scacchi di Bari, tra i più grandi del capoluogo pugliese, ha deciso di tornare in presenza solo il 17% degli alunni: su 1.560 oggi saranno in aula meno di 300. Questo almeno fino al 6 febbraio, data in cui scadrà l’ordinanza della Regione Puglia che da oggi consente il rientro per gli studenti delle superiori entro il limite del 50% lasciando la possibilità di restare in Didattica a distanza.

Abbiamo – spiega la preside dello Scacchi, Chiara Conte – solo tre classi al completo su 63; alcune sono invece rimaste con la didattica completamente a distanza, in altre ci sono solo 2-3 alunni e altre ancora arrivano fino a 10-15 presenze“.

Quanto all’annunciata presenza della Protezione civile, la preside spiega che era prevista per evitare assembramenti all’uscita, ma dati i numeri delle presenze non è stato necessario. “Inoltre – sottolinea – noi abbiamo previsto l’ingresso già dalle 7.40, proprio per evitare che i ragazzi stessero fuori ad aspettare l’apertura dei cancelli“.

Olinda Ciccolella, docente di Lettere all’istituto Panetti-Pitagora, sottolinea che “sono due strategie didattiche completamente differenti, quella in presenza e quella a distanza: per fare lezione – evidenzia – i ragazzi devi guardarli negli occhi, e avendo contemporaneamente studenti in aula e a casa, su chi orienteremo lo sguardo?“. Stessa domanda che si pone la sua collega che insegna Storia e Italiano: “Lottiamo per creare un gruppo classe coeso e poi lo spacchiamo? La comunicazione digitale ha un codice, quella in presenza un altro: noi – conclude – faremo comunque del nostro meglio, ma con questa didattica mista mortifichiamo gli studenti“.

Daniele Solitario, che insegna Educazione fisica al Lenoci, ritiene che la possibilità di scegliere tra presenza o Did non faccia “altro che ritardare il ritorno alla normalità, invece di insegnare a convivere col virus consapevolmente e rispettando le precauzioni, come già facevamo fino allo scorso ottobre“.

 

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