Ritorno a scuola, in alcune province piano già pronto: si lavora su trasporti e orari ingresso dalle 8 alle 10. Ma i dubbi restano

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In alcune Province il piano per il ritorno a scuola è stato già approvato. In altre la situazione è in via di definizione. Ma i nodi sui trasporti restano.

In attesa di conoscere le misure per le festività natalizie, le province stanno predisponendo i tavoli relativi al piano scuola, che dovrebbe garantire la ripresa delle lezioni in presenza, al 75% , delle scuole secondarie di secondo grado.

Fonti di governo, apprende l’Ansa, riferiscono infatti che sono attivi da giorni e sono ormai operativi in tutte le Province i tavoli dei Prefetti.

In alcune province, in particolare in Toscana, Emilia-Romagna, ma anche in Abruzzo e Friuli Venezia Giulia, i tavoli avrebbero già definito i piani operativi e sarebbero già in fase conclusiva.

In altri territori, ci sono lavori in corso sul potenziamento del Tpl e sull’eventuale scaglionamento degli ingressi a scuola tra le 8 e le 10.

Sembrerebbe anche che alcune province stiano pensando di modificare gli orari di ingresso negli uffici pubblici.

Tuttavia, ricordiamo che i problemi legati al rientro restano: perchè se è vero che in alcune province si è già avanti, in molte altre i problemi con i trasporti ancora sono tutt’altro che risolti.

Così come le resistenze dei dirigenti scolastici a scaglionare gli ingressi. In alcune regioni, come il Piemonte, la scuola potrebbe iniziare l’11 gennaio e vedere lezioni in presenza al 50% e non al 75%: i presidi hanno bocciato il piano di ritorno a scuola.

Diverso orario settimanale per docenti e personale ATA

Ricordiamo che una diversa formulazione degli ingressi potrà comportare un diverso orario settimanale per gli insegnanti e per il personale ATA. Il Ministero lo ha ricordato nella nota del 9 dicembre “occorre modulare il piano di lavoro del personale ATA, gli orari delle attività didattiche per docenti e studenti, nonché degli uffici amministrativi, tenendo conto della frequenza a scuola del 75 per cento della popolazione scolastica”.

“Bisogna fare di tutto perché la scuola sia in presenza”

Se c’è da ragionare sui trasporti non lo si può fare solo dal punto di vista nazionale, ogni territorio ha le sue esigenze, i tavoli con i prefetti ci aiutano a risolvere le criticità”, ha affermato la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina nel corso di una diretta su Facebook. “Inoltre – ha aggiunto – come ministero abbiamo chiesto una corsia preferenziale per la scuola per i tamponi”. E poi l’appello: “Bisogna fare di tutto perché la scuola sia in presenza”.

Giuseppe Conte ha detto: “C’è un grande lavoro per tornare il 7 gennaio con la didattica in presenza. Abbiamo organizzato dei tavoli con i prefetti per cercare di incrociare, rispetto alle realtà locali, i dati dei trasporti e degli orari di entrata e uscita per evitare degli orari di punta”. Tuttavia, secondo il premier “Non possiamo individuare nel settore dei trasporti il focolaio dei contagi, non è stato cosi. E così anche per la scuola”.

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