Ritorno a scuola, il Governo allontana l’idea dello slittamento. Resta ipotesi nuova quarantena

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Non sembra esserci all’orizzonte uno slittamento delle date di apertura scuole post vacanze per difendersi dal contagio delle variante Omicron. Sembra essere questa, infatti, la posizione del Governo che a breve si riunirà per decidere su eventuali modifiche per quanto riguarda l’ambito scuola.

Autorevoli fonti di governo assicurano all’Adnkronos che l’orientamento dell’esecutivo resta quello di mantenere la data del 10 gennaio per il ritorno degli studenti sui banchi.

Si ricorda che lo stesso presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso della conferenza di fine anno aveva assicurato che non ci sarebbero stati posticipi. E, nonostante l’aggravarsi del quadro epidemiologico, la linea non sarebbe cambiata nelle ultime ore. Nonostante il pressing che arriva da più parti.

Ad aprire verso uno slittamento del rientro in classe era stato anche il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Franco Locatelli: “La priorità è stata sempre quella di permettere le lezioni in presenza. Rimandare gli alunni a casa sarà l’ultima cosa che faremo, è un dovere nei confronti delle nuove generazioni. La scuola ha già sofferto troppo, terremo duro fino all’ultimo”.

Sulla possibilità di rimandare di una settimana, Locatelli si dice possibilista: “Al limite possiamo ragionare di una settimana, allungando però le lezioni a giugno, non dobbiamo privare i nostri ragazzi di un singolo giorno di scuola”.

Netto invece il Presidente della Campania Vincenzo De Luca:“Nel quadro attuale di diffusione del contagio fra i giovanissimi, mi parrebbe una misura equilibrata e di grande utilità il semplice rinvio del ritorno a scuola. Prendere 20/30 giorni di respiro, consentirebbe di raffreddare il picco di contagio, che avrà a gennaio probabilmente un’altra spinta, e di sviluppare la più vasta campagna di vaccinazione possibile per la popolazione studentesca”.

“Non sarebbe una misura ideale – dice – ma consentirebbe di riprendere a breve le lezioni in presenza con maggiore serenità per gli alunni, per le famiglie, per il personale scolastico”.

Dunque, sul tavolo resterebbe solo la questione delle nuove regole in tema di quarantena, che differenzierebbero tra alunni vaccinati e non vaccinati. Il Ministero dell’Istruzione incontrerà i sindacati domani, martedì 4 gennaio, per discutere (anche) delle modalità di riapertura degli istituti scolastici.

La proposta delle Regioni

Le Regioni, al fine di preservare al massimo le lezioni in presenza, puntano a escludere il ricorso alla didattica a distanza per gli alunni vaccinati nel caso in cui vengano riscontrati due studenti positivi nella stessa classe. Le proposte, che si applicherebbe alle scuole elementari e alla prima media, potrebbero essere discusse dal governo nelle prossime ore.

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