Ritorno a scuola, Furlan (Cisl): “Pensiamo a come tenere le scuole aperte sempre e non richiuderle dopo un mese”

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La segretaria della Cisl Furlan parla del ritorno a scuola e del dibattito che si è creato attorno, evidenziando le criticità e ponendo le basi su cui investire nell’istruzione.

E’ incredibile il dibattito in corso, tutto ideologico, se aprire o meno le scuole a gennaio dopo le festività, perdendo di vista la concretezza degli interventi seri da mettere in campo“. Lo ha detto oggi la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan concludendo una iniziativa della Cisl Scuola di presentazione del documento “Rilanciare la scuola“, nel quale sono indicati obiettivi e priorità per restituire centralità ai temi dell’istruzione e della formazione nell’ottica degli interventi del Recovery Plan. 

Abbiamo già 60 mila cattedre scoperte che arriveranno a 100 mila il prossimo anno. Quando e come saranno coperti questi vuoti di organico? Che cosa si è fatto finora per garantire i trasporti sicuri nelle nostre città ed utilizzare pienamente le risorse stanziate? Abbiamo il personale sanitario per fare i tamponi veloci in tutte le scuole per evitare le quarantene?“, ha incalzato la leader Cisl.

Questo significa richiamare la centralità della concretezza delle cose da fare che la Cisl ha posto in questi mesi. Il tema è se riusciamo a mantenere le scuole aperte per sempre e non richiuderle dopo un mese. Tornare a scuola in presenza è per noi una questione identitaria, perché la scuola fa sentire anche più sicuri e meno soli gli alunni“, prosegue la sindacalista.

Furlan ha inoltre ricordato che “il mondo della scuola ha fatto un miracolo in questi mesi di pandemia, inventandosi la didattica a distanza per non abbandonare gli alunni a se stessi e garantendo la conclusione dello scorso anno scolastico. Una cosa è la realtà, altra cosa è la narrazione fuorviante a cui abbiamo assistito in queste settimane. E questa considerazione va estesa per tutti i lavoratori pubblici, a cominciare dal personale della sanità, che nonostante la carenza di mezzi e di organico sono riusciti a creare le condizioni per assistere e stare vicini a milioni di persone“. 

In definitiva per Furlan “serve un deciso cambio di passo del nostro Paese per quanto riguarda gli investimenti in istruzione. Va colmato in prospettiva lo scarto che ci separa dal livello di spesa in conoscenza degli altri paesi dell’UE: un futuro che si comincia a costruire con le scelte di oggi a partite dall’utilizzo delle risorse messe in campo dal Recovery Fund. Per questo serve da subito un impegno più incisivo del Governo, che non si fermi a promesse e annunci. Il rientro a scuola non si fa scegliendo semplicemente una data, vanno garantite le condizioni perché la ripresa avvenga in sicurezza per gli studenti, il personale della scuola e le famiglie. E se si vuole davvero riconoscere il valore del lavoro nella scuola, si apra subito il confronto per rinnovare il contratto nazionale. La Ministra Azzolina e il Governo diano un segnale chiaro in questo senso“, ha concluso Furlan.

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