Ritorno a scuola, due soluzioni per i trasporti

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Il Ministero dei Trasporti ha inviato ai prefetti un documento con suggerimenti per programmare il ritorno a scuola del 7 gennaio.

Il 7 gennaio è dietro l’angolo e il coordinamento territoriale per garantire trasporti efficienti in queste settimane è stato già avviato, seppur a macchia di leopardo, con i tavoli previsti dal Dpcm del 3 dicembre. Adesso anche il Ministero dei trasporti avrebbe individuato alcune soluzioni da condividere con Prefetti ed enti locali.

Le proposte del Mit

L’idea è quella di evitare il boom di assembramenti che ha contraddistinto il rientro in classe di settembre. Ecco perché  il ministero dei trasporti ha inviato un documento ai prefetti legato comunque al monitoraggio degli uffici scolastici sulle scelte di trasporto dei loro studenti, riporta Il Sole 24 Ore.

No solo: come accennato in precedenza, il documento del Mit individua due soluzioni principali: spostare alcuni mezzi oggi impiegati su tratte a bassa domanda e noleggiare autobus privati con conducente. Circoscrivendo subito dopo questa seconda ipotesi, per la tipologia delle vetture coinvolte, alle tratte suburbane o extraurbane.

In realtà il documento del Mit  indica altre possibili soluzioni. Si parte dalle scuole che dovrebbero scaglionare gli ingressi e le uscite su due turni mattutini e pomeridiani intervallati da almeno 90 minuti – ad esempio 8/9.30 e 13.30/15, Si tratta tuttavia di una soluzione che i dirigenti scolastici hanno già definito di difficile attuazione.

Soluzioni di “massa”?

Ecco perchè allora si potrebbe far leva sullo scaglionamento di un’ora tra una lezione universitaria e l’altra, considerando che piano piano anche gli atenei torneranno alle lezioni in presenza (ma è uno scenario che si riproporrà soprattutto a febbraio e marzo quando inizieranno i corsi del secondo semestre).

La proposta del Ministero, pertanto, potrebbe abbracciare molte più persone del previsto, suggerendo di incentivare al massimo lo smart working pubblico e privato. Ma anche ipotizzando di avviare l’attività di negozi e imprese delle aree metropolitane a partire dalle 10. Mentre nei piccoli centri la soluzione non sarebbe necessaria.

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