Ritorno a scuola, c’è anche il nodo trasporti. Fedriga: “Per avere tutti in aula bisogna aumentare la capienza dei mezzi fino all’80%”

Stampa

Non c’è solo la questione vaccino e misure di sicurezza all’interno delle aule per quanto riguarda il ritorno a scuola: non bisogna infatti dimenticare, specie per gli studenti di scuola secondaria di secondo grado il nodo trasporti, quello che lo scorso anno ha veramente messo in crisi l’intero impianto per la ripresa delle lezioni.

Ad evidenziare proprio la centralità dei trasporti in vista della riapertura delle scuole è Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza Stato-Regioni e Governatore del Friuli Venezia Giulia.

Nel corso di una intervista rilasciata a Il Corriere della sera Fedriga lancia la sua proposta: “Per riprendere la scuola in presenza per tutti, senza più dover ricorrere alla Dad, la percentuale di riempimento dei mezzi pubblici dovrà salite all’80%“.

Vista così appare una proposta rischiosa: si è da sempre puntato ad evitare l’eccessivo riempimento dei trasporti pubblici proprio per abbattere le possibilità di contagio covid.

Docenti e Ata vaccinati entro il 12 settembre o sospesi, il Governo sempre più convinto. Oggi incontro con i sindacati

Per Fedriga però si tratterebbe di una mossa importante, l’unica: “Esistono sistemi per abbassare la soglia di rischio. Come Regione Friuli Venezia Giulia stiamo varando un piano che prevede di installare impianti di aerazione sui mezzi come quelli che oggi ci sono sui treni“.

Per quanto riguarda gli altri temi del ritorno a scuola, Fedriga attende le indicazioni del CTS, ricordando che “noi come Regione abbiamo già disposto fondi straordinari nel caso ci si dovesse appoggiare a strutture private come cinema e palestre, per avere più aule“. Dunque ricalcando nuovamente le azioni messe in atto anche lo scorso anno, almeno da questo punto di vista.

Servirà la vaccinazione obbligatoria dei docenti per partire in sicurezza? “Qui da noi non è necessaria – afferma il presidente del Friuli-Venezia Giulia – abbiamo praticamente il 100% dei vaccinati tra insegnanti e personale Ata. Bisognerà vedere se qualche Regione ha particolari sofferenze, e decidere come agire in quei casi, eventualmente“.

Ricordiamo che il decreto sostegni bis ha “riacceso” i tavoli prefettizi che dovranno stabilire eventuali scaglionamenti di orari delle lezioni: ” Ai fini dell’avvio dell’anno scolastico 2021/2022, presso ciascuna prefettura – ufficio territoriale del Governo e nell’ambito della conferenza provinciale permanente di cui all’articolo 11, comma 3, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, è istituito un tavolo di coordinamento, presieduto dal prefetto, per la definizione del più idoneo raccordo tra gli orari di inizio e termine delle attività didattiche e gli orari dei servizi di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, in funzione della disponibilità di mezzi di trasporto a tale fine utilizzabili, volto ad agevolare la frequenza scolastica anche in considerazione del carico derivante dal rientro in classe di tutti gli studenti“.

Stampa

Didattica inclusiva attraverso alcune figure del mito greco. Corso online riconosciuto dal Ministero dell’istruzione