Ritorno a scuola, Bertolaso: “Lezioni in presenza. Priorità booster in fascia 12-16 anni”

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“Bisogna fare di tutto perché i ragazzi tornino in classe il 10 gennaio. E soprattutto dobbiamo farli rimanere in aula, garantendo le lezioni in presenza. Credo che a questo punto l’unico protocollo da adottare, e dico una cosa impopolare, sia un sistema di monitoraggio che sia il più stringente possibile”.

A sostenerlo, in un’intervista a La Stampa, è Guido Bertolaso, consulente della Regione Lombardia per la campagna vaccinale.

Per l’esperto bisogna “fare campionamenti a tappeto nelle classi e negli istituti selezionati in modo random“. Se la quarantena ai contatti di contagiati serve, però, “tutti gli altri devono andare a scuola, stare in presenza a tutti i costi perché abbiamo visto quali effetti catastrofici abbia avuto la dad nei bimbi”.

Più che la mascherina Ffp2 obbligatoria nelle scuole, “dobbiamo fare di tutto per vaccinarli, è dimostrato che Omicron colpisce di più le classi giovani“. Ma svela: “Siamo ancora in attesa di inoculare il booster ai ragazzi tra i 12 e i 16 anni. Fino a qualche settimana fa avevamo un’incidenza molto alta tra i 5-11 che ora sono protetti. Siamo invece bloccati per la coorte d’età successiva, quella dei 12-16 appunto. Che ha in questo momento un picco di positivi. Mi chiedo cosa aspettino Aifa e Ema a darci l’autorizzazione alla terza dose“.

Per Bertolaso è “prioritario il booster a questi ragazzi. Perché quello che abbiamo capito finora della Omicron è che buca i vaccini. Soprattutto se uno lo ha fatto da poco“.

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