Ritorno a scuola, una preside: “A gennaio come a settembre: non si è fatto nulla di concreto. Gli orari differenziati non sono soluzione adeguata” [INTERVISTA]

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La dirigente scolastica del “Cassarà” di Palermo, Daniela Crimi, spiega che per il ritorno a scuola di gennaio al momento non è diverso da settembre, specie per quanto riguarda i trasporti. Gli orari differenziati non sono una soluzione percorribile. Las scuola è sicura? Non sappiamo cosa accade fuori dalla scuola, dice la dirigente ad Orizzonte Scuola.

Il rientro a scuola a gennaio è al centro delle azioni di Governo: si sono già attivati i tavoli di coordinamento territoriali per garantire un piano di riapertura delle scuole come previsto dal Dpcm del 3 dicembre.

Il 7 gennaio si dovrebbe ritornare in classe anche nelle scuole superiori con il 75% in presenza, il 25% tramite didattica digitale integrata.

Come abbiamo scritto in precedenza, la miccia che potrebbe far esplodere la terza ondata dagli effetti catastrofici per il sistema sanitario nazionale potrebbe essere proprio la riapertura delle scuole. Sui trasporti e sugli orari differenziati non ci sono grandi sviluppi, per il momento, e a preoccupare il governo c’è soprattutto la situazione che si verrà a creare con le festività natalizie.

Ecco perché la riapertura scuole a gennaio solleva dubbi e preoccupazioni. Siamo pronti ad accogliere in classe gli studenti delle superiori che arrivano a scuola prevalentemente con i mezzi pubblici? Il sistema dei trasporti, tallone d’Achille del sistema italiano già prima del covid, che a settembre ha già mostrato i propri limiti?

A Orizzonte Scuola la dirigente scolastica del liceo linguistico “Cassarà” di Palermo, Daniela Crimi, ci spiega il suo punto di vista sulle criticità del ritorno a scuola di gennaio.

A queste condizioni si sente tranquilla a rientrare in presenza a gennaio? Al momento non sembrano esserci stati grandi novità sui trasporti, ad esempio, nodo fondamentale per le scuole secondarie di secondo grado.

Si prospetta un rientro a Gennaio nelle medesime condizioni in cui eravamo a Settembre. Sul fronte trasporti non mi sembra sia stato fatto nulla di concreto, solo gli ennesimi monitoraggi che ormai attanagliano le nostre giornate ma nessuna iniziativa reale che pure poteva essere intrapresa. Si sarebbe potuto incrementare ad esempio il numero delle corse aumentando i bus e prendendoli in “prestito” dal privato, in questo momento fermo per via della crisi del turismo. Si sarebbe fatto un ottimo servizio agli studenti garantendo il giusto distanziamento e al contempo supportato la crisi delle ditte di trasporto. Sarebbe stato un bell’esempio di cooperazione pubblico-privato. Ma non è stato fatto nulla di questo genere, almeno qui in Sicilia. Si chiede semmai ancora lo sforzo alle scuole, come se quello che non riescono a realizzare altri settori lo debba fare la scuola ad ogni costo adattandosi e piegandosi a tutte le esigenze. Mi sembra una posizione troppo comoda. La scuola farà, come fino ad ora, ogni sforzo possibile, ma tutti i settori devono fare la loro parte, a cominciare dal settore mobilità.

Cosa ne pensa degli orari differenziati, con le lezioni che iniziano alle 8 e alle 10? E’ una soluzione che è stata adottata già a settembre? Pensa di adottarlo? Molti sui colleghi in Italia non sono convinti

Gli orari differenziati non sono una soluzione adeguata, perchè non ci sono tutte le corse dei mezzi di trasporto, ad ogni ora, e i ragazzi pendolari, io ne ho il 40 % provenienti da tutto l’hinterland della provincia e da più di 30 comuni, sono costretti comunque a prendere la mattina presto l’unico mezzo in andata. Quindi differire l’orario di entrata non ha senso in più della metà dei casi.

Secondo lei, in base alla sua esperienza di questi mesi, la scuola è un luogo sicuro come afferma da mesi la Ministra Azzolina oppure esiste una difficoltà interna che può portare al contagio a scuola?

La scuola è secondo me un luogo sicuro dove tutte le misure di sicurezza vengono controllate, chiaramente non sappiamo cosa succede fuori dalla scuola e ciò non è nella nostra possibilità di intervento nè di competenza. Dobbiamo finirla di pensare che la scuola debba e possa controllare le strade di ingresso, è solo una via comoda per scaricare alla scuola ogni scomoda responsabilità.

Sarebbe favorevole a prolungare le lezioni fino a fine giugno o primi di luglio (esclusi ovviamente i maturandi)? Pensa che si debbano realmente recuperare gli apprendimenti?

Non capisco questa storia di dover “recuperare” le lezioni a giugno o luglio. Fino ad ora abbiamo svolto tutto il tempo in modo regolare, certamente a distanza come ci è stato imposto. Gli apprendimenti andranno recuperati con il tempo, ci vorranno mesi, sarebbe ingenuo credere di poterli recuperare in estate. Di ciò ne siamo tutti consapevoli, questa sarà la generazione Covid, che ha perso sicuramente alcune competenze, ma di contro ne ha sviluppate altre, diverse. Il mondo è in continuo cambiamento e la scuola è dentro questo processo a volte ne è lo specchio, altre volte il motore.

A proposito di esami di Stato: cosa si aspetta quest’anno? La formula dello scorso anno l’ha convinta?

L’Esame di Stato non può essere certamente “normale”. Quello dell’anno scorso ha funzionato bene, forse troppo semplice però. Io metterei almeno una prova scritta. Distanziati si può fare.

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