Ritorna la Balena bianca anche nella scuola?

di Lalla
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Marco Barone – La scuola tornerà a breve ad essere nuovamente al centro dell’attenzione della politica elettorale. Sembra che la Balena bianca, dopo quasi un ventennio di mera veglia, sia emersa dalle profondità oscure per conquistare ogni spazio della politica e società italiana.

Marco Barone – La scuola tornerà a breve ad essere nuovamente al centro dell’attenzione della politica elettorale. Sembra che la Balena bianca, dopo quasi un ventennio di mera veglia, sia emersa dalle profondità oscure per conquistare ogni spazio della politica e società italiana.

Appunto, la salita della Balena bianca, ovvero quella che era la Democrazia Cristiana ma con una connotazione maggiormente europeista. Ecco notare le strategie simili a quelle adottate per esempio da Gedda che organizzò i comitati civici per mobilitare gli iscritti dell’Azione Cattolica a sostegno della Democrazia cristiana.

Ecco le prime pubblicità, come quella di una banca, che esaltano il ritorno dei vecchi valori e delle vecchie tradizioni, d’altronde le pubblicità hanno sempre rispecchiato l’essenza del tempo in cui trovano affermazione. Tradizione e futuro che dopo la caduta del Muro di Berlino e la svolta della Bolognina hanno assorbito, annientandolo, quello che era il vecchio PCI.

Nel mese di ottobre 2012 l’AzioneCattolica ha svolto un convegno nazionale sulla scuola dal seguente titolo Nella scuola con stile, per costruire il domani. Le loro parole d’ordine erano la necessità di investire maggiormente sia nella fase della preparazione dei futuri insegnanti e sia nella formazione permanente, rivalutare gli organi collegiali, come laboratorio di corresponsabilità e democrazia, il rilancio dell’idea della scuola come bene comune, la testimonianza personale dei valori cristiani, ed il Prendersi cura, corresponsabilità, partecipazione, accoglienza e professionalità percondividere con uno stile, un progetto, un’idea alta e profonda di scuola, avendo a cuore il presente e il futuro di ciascun alunno e dell’intero Paese.

Le recenti dichiarazioni di Mario Monti sulla scuola evidenziavano cheil modello organizzativo deve cambiare puntando su autonomia e responsabilità come principi fondanti.di rompere lo schema culturale per cui il significato della professione di insegnante è stato mortificato, di rimotivazione dei docenti e di riconoscimento del loro contributo, investendo sulla qualità e inserendo premi economici annuali per quelli che raggiungono i migliori risultati.

Per il PD gli scopi primari sarebbero quelli volti ad arrestare l’abbandono scolastico, la flessione delle iscrizioni alle nostre università, la sfiducia dei ricercatori e la demotivazione di un corpo insegnante sottopagato e sempre meno riconosciuto nella sua funzione sociale e culturale; per il PDL invece la valutazione delle scuole e del servizio offerto alle famiglie, sarà uno dei punti centrali del loro programma accanto alla riforma del sistema di reclutamento dei docenti e dei dirigenti e alla valorizzazione del ruolo degli insegnanti.

Come si può notare le divergenze sono minime se non inesistenti, e tutte sembrano ruotare intorno al grido di quella Balena bianca che è tornata con prepotenza nel panorama politico sociale e culturale italiano.  

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