Da ritiro a Spineto Letta dimentica scuola tra priorità. Carrozza rassicura: “Edilizia, precari e giovani professori”. Saccomanni: “riforme sì, ma senza alterare saldi 2013”

di redazione
ipsef

red – Ieri tutti col fiato sospeso in attesa degli oracoli in ritiro "politico-spirituale". Gli oracoli sono i Ministri, lo scenario l’abbazia di Spineto a Sarteano dove Letta ha riunito i suoi uomini.

red – Ieri tutti col fiato sospeso in attesa degli oracoli in ritiro "politico-spirituale". Gli oracoli sono i Ministri, lo scenario l’abbazia di Spineto a Sarteano dove Letta ha riunito i suoi uomini.

Ma dalle priorità fatte trapelare ieri da Letta a seguito del "ritiro" nessun accenno alla scuola.

Mancanza che ha causato un vespaio di interventi politici e sindacali.

Dal PD è giunto il monito di Francesca Puglisi e Di Giorgi, che hanno sottolineato la necessità di inserire la scuola nelle emergenze, dopo gli anni di tagli che ha subito. Stesso tenore l’intervento di Fioroni.

Moniti anche da ambito sindacale, con la CISL che chiede "un segnale forte ed esplicito di considerazione, a partire dalle risposte sulle grandi emergenze (edilizia scolastica, stabilizzazione del lavoro, adeguato riconoscimento delle professionalità)"

La UIL, per voce del sottosegretario Di Menna, ha affermato la necessità di passare dall’elenco dei problemi alle soluzioni, e chiede investimenti, stabilità e meno burocrazia. Tra le priorità elenca le immissioni in ruolo, l’organico di rete e la ricerca dei fondi per gli scatti di anzianità.

Al mancato inserimento della scuola tra le priorità elencate da Letta, ha messo una pezza lo stesso Ministro, che dalla sua pagina FaceBook ha voluto rassicurare: "Scuola, università e ricerca sono centrali nell’azione di governo". "Dobbiamo investire su edilizia scolastica e residenze universitarie, e sui precari e sui giovani professori. Dobbiamo recuperare il rapporto con i nostri interlocutori, gli insegnanti, i ricercatori e i professori. Dobbiamo predisporre in tempi rapidi un libro bianco su istruzione, università e ricerca con una visione unitaria per il nostro paese. Il diritto allo studio e la lotta alla dispersione scolastica e universitaria saranno prioritari per il prossimo futuro."

Investimenti e riforme che, però, ammonisce il Ministro dell’Economia, non dovranno "alterare i saldi della finanza pubblica per il 2013". "Abbiamo ribadito il principio che vogliamo rimanere all’interno degli impegni assunti a livello comunitario", ha detto Saccomanni. Tradotto vuol dire che se si vorrà investire in un ambito bisognerà trovare i fondi all’interno stesso del budget del Ministero, tagliando altrove.

Tematica divenuta ormai leit motiv di ogni proposta riformatrice.

Per la scuola, dove in questi anni si è tagliato più che in altri settori della PA, questa operazione di taglia e cuci diventa una sorta di mission impossible.

Il pensiero, tra le voci da tagliare nell’ambito scolastico, va al fondo di istituto, ai distacchi (che durante la spending review ha già causato tensioni tra amministrazione e sindacati), ma anche ad una rivisitazione dell’organizzazione stessa del Ministero, o al fondo creato dall’ex Ministro Profumo in cui sono confluiti, tra gli altri, gli stanziamenti della legge 440 per l’autonomia scolastica.

Alla politica il compito di trovare la soluzione.

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