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Ritenute d’acconto, ecco quando danno diritto a sconti nel 730

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Alle volta anche se non è obbligatorio è conveniente lo stesso presentare la dichiarazione dei redditi per chi ha ritenute d’acconto. Vediamo il perchè.

Non sempre per chi lavora con ritenuta d’acconto la presentazione della dichiarazione dei redditi è obbligatoria, ma molto spesso può essere conveniente. In alcuni casi, infatti, la ritenuta d’acconto non solo rappresenta uno sconto sulle tasse da pagare, ma potrebbe dar luogo anche a un rimborso importante nella dichiarazione stessa.

Cerchiamo di capire come funziona la ritenuta d’acconto, chi è obbligato alla presentazione della dichiarazione e quando conviene presentarla anche se non si è obbligati.

Ritenuta d’acconto, cos’è?

Partiamo con il capire cos’è una ritenuta d’acconto. Si tratta di un anticipo sulle tasse che il sostituto di imposta versa al posto del collaboratore. Il committente, quindi, trattiene parte del compenso che versa allo Stato a titolo di Irpef. Si tratta, quindi, di un anticipo di tasse già versato che si dovrà sottrarre da quelle dovute.

La ritenuta d’acconto è pari al 20% per i professionisti residenti in Italia e del 30% per quelli non residenti. L’importo sul quale si calcola varia in base alla tipologia del professionista, ma in questo ambito è una cosa che poco ci interessa approfondire visto che dobbiamo capire quando con ritenuta d’acconto conviene presentare la dichiarazione dei redditi.

Le tasse dovute e quelle non dovute

Come abbiamo detto la ritenuta d’acconto non è altro che un acconto delle tasse dovute (Irpef). La tassazione definitiva sarà poi calcolara solo in sede di dichiarazione dei redditi e da quest’ultima potrà emergere un credito o un debito del contribuente.

Le casistiche in cui può trovarsi il contribuente sono due: avere altri redditi oltre la ritenuta d’acconto e trovarsi, quindi, nella condizione di essere obbligato alla presentazione della dichiarazione perchè in possesso di più di una CU o avere solo i redditi derivanti da ritenuta d’acconto.

Da tener presente, infatti, che con la ritenuta d’acconto il sostituto d’imposta ha già versato gran parte dell’IRPEF.

Contribuente nella no tax area

Nel caso si abbiano solo redditi derivanti da ritenuta d’acconto il contribuente che si trova nella no tax area non è obbligato alla presentazione della dichiarazione dei redditi. Ma ha convenienza a farlo perchè la ritenuta versata dal sostituto d’imposta non era dovuta trovandosi nella no tax area. Di conseguenza presentando una dichiarazione dei redditi il contribuente avrà diritto al rimborso di quanto versato a titolo di ritenuta d’acconto dal sostituto d’imposta.

Facciamo un esempio pratico con un collaboratore retribuito con ritenuta d’acconto che nel 2022 ha guadagnato 4.000 euro lordi. Il sostituto d’imposta ha operato una ritenuta pari al 20%, ovvero  a 800 euro. Presentando dichiarazione dei redditi il contribuente avrà gli 800 euro a rimborso perchè è Irpef versata a titolo d’acconto ma non dovuta.

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