Ritardi nelle supplenze. Situazione gravissima, interpellanza IdV

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IdV – “Gli studenti italiani tornano a scuola, ma in ventiquattromila classi troveranno cattedre vuote. I dati del Miur sui gravi ritardi riguardo supplenze, immissioni in ruolo, assegnazioni provvisorie, confermano pienamente la gravità della situazione. Che peraltro, come Italia dei Valori, denunciamo ormai da settimane. Sullo stato della scuola italiana all’apertura dei cancelli presenteremo a giorni in Parlamento un’interpellanza urgente”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, responsabile nazionale Cultura e Istruzione di Italia dei Valori

IdV – “Gli studenti italiani tornano a scuola, ma in ventiquattromila classi troveranno cattedre vuote. I dati del Miur sui gravi ritardi riguardo supplenze, immissioni in ruolo, assegnazioni provvisorie, confermano pienamente la gravità della situazione. Che peraltro, come Italia dei Valori, denunciamo ormai da settimane. Sullo stato della scuola italiana all’apertura dei cancelli presenteremo a giorni in Parlamento un’interpellanza urgente”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, responsabile nazionale Cultura e Istruzione di Italia dei Valori

. “E anche questo nuovo dato sulle supplenze, che tra l’altro coinvolge in misura imponente il settore delicato degli insegnanti di sostegno, conferma che il concorso pubblico indetto dal ministro Profumo è una farsa, una pura operazione propagandistica – continua Rodano – i nuovi innesti di questa selezione entrerebbero a regime in tre anni e ammonterebbero a circa 12mila nuovi docenti: non coprirebbero nemmeno la metà delle cattedre che sono scoperte.

Il fabbisogno di docenti imporrebbe al Governo una seria e concreta iniziativa di reclutamento, partendo prima dalle graduatorie già esistenti, in cui sono presenti docenti già selezionati e valutati, e poi indicendo percorsi di abilitazione e concorsi pubblici efficaci, aperti ai giovani laureati”. “Infine – conclude Rodano – è davvero inaccettabile che, a causa di questi ritardi amministrativi, alcuni nuovi insegnanti finalmente entrati in ruolo dopo anni di precariato rischino, per i ritardi del ministero di perdere un anno di stipendio. E’ l’ennesimo frutto avvelenato del quadriennio Gelmini-Profumo”.

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