Rita Levi-Montalcini, la nipote: “L’elogio dell’imperfezione, un messaggio snobbato dai giovani”

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La traccia proposta dal Ministero dell’Istruzione per la prima prova scritta della maturità 2024, tratta da “Elogio dell’imperfezione” di Rita Levi-Montalcini, ha suscitato l’interesse di molti, ma è stata scelta solo dall’11,3% degli studenti.

A commentare la scelta ministeriale e l’apparente disinteresse dei maturandi, Piera Levi-Montalcini, nipote della neurologa e premio Nobel, ha rilasciato un’intervista a Fanpage.

Perché scegliere la traccia sull’imperfezione?

Secondo Piera Levi-Montalcini, il primo insegnamento che gli studenti avrebbero potuto trarre dal brano della zia è l’accettazione dell’imprevedibilità della vita. In un’epoca in cui si tende a pianificare ogni dettaglio, il messaggio di Rita Levi-Montalcini è un invito a saper affrontare gli imprevisti e a non temere i cambiamenti.

La nipote della scienziata si aspettava che molti più studenti avrebbero scelto questa traccia, vedendola come un’opportunità per esprimersi liberamente e raccontare la propria storia.

La seconda lezione: l’imperfezione come motore di miglioramento

Un altro aspetto fondamentale sottolineato da Piera Levi-Montalcini è l’importanza dell’imperfezione come stimolo al miglioramento. La natura umana, così come la realtà che ci circonda, è imperfetta, ma proprio questa imperfezione ci spinge a osservare criticamente e a cercare soluzioni migliori.

Il messaggio ai maturandi

Piera Levi-Montalcini ha concluso l’intervista con un messaggio rivolto ai maturandi: “Siate curiosi, seguite le vostre passioni e scegliete il lavoro che vi sembra più adatto a voi, almeno nel momento presente. Si può cambiare idea, si può scoprire una nuova strada. L’importante è vivere e utilizzare il proprio tempo per ciò che ci appassiona”.

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