Risolvere subito il problema del precariato nella scuola

di Lalla
ipsef

Gilda degli Insegnanti di Venezia, Federazione Gilda Unams – La situazione di caos che si è determinata dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha eliminato le cosiddette code nelle graduatorie ad esaurimento, la presenza di un enorme contenzioso relativo alla richiesta di stabilizzazione del precariato di lungo periodo e del riconoscimento dell’anzianità di servizio dei precari della scuola impone al Governo e alla Politica di adottare provvedimenti urgenti con atti aventi forza di legge per consentire l’ordinato avvio del prossimo anno scolastico.

Gilda degli Insegnanti di Venezia, Federazione Gilda Unams – La situazione di caos che si è determinata dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha eliminato le cosiddette code nelle graduatorie ad esaurimento, la presenza di un enorme contenzioso relativo alla richiesta di stabilizzazione del precariato di lungo periodo e del riconoscimento dell’anzianità di servizio dei precari della scuola impone al Governo e alla Politica di adottare provvedimenti urgenti con atti aventi forza di legge per consentire l’ordinato avvio del prossimo anno scolastico.

FGU-Gilda degli Insegnanti della provincia di Venezia ribadisce in questo senso le proposte che la Gilda ha manifestato ai diversi governi che si sono succeduti negli ultimi quindici anni.

  • E’ necessario, equo opportuno e conveniente anche dal punto di vista finanziario nel breve-medio periodo procedere all’immissione in ruolo di tutti i precari su tutte le cattedre libere di diritto.
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  • E’ necessario superare la differenziazione tra organico di diritto e organico di fatto delineando un unico organico funzionale di istituto o di reti di distretto che comprendono più scuole dello stesso grado, organico aggiuntivo che consentirebbe di affrontare con serenità le piccole-grandi emergenze che portano spesso le scuole al collasso (copertura delle supplenze brevi, gestione delle attività di progetto, potenziamento dell’offerta formativa, utilizzazione dei soprannumerari, ecc.). Ciò porterebbe ad una radicale semplificazione delle procedure con un sensibile risparmio nelle spese di gestione da parte del MIUR e dei suoi organi periferici.
  • Bisogna ridurre sensibilmente la quota delle cattedre attribuite con assegnazione provvisoria interprovinciale. In questo momento si opera un gioco paradossale con il quale il docente di ruolo usando l’assegnazione provvisoria in altra provincia toglie cattedre ai supplenti nella provincia di destinazione e crea contemporaneamente cattedre per supplenze nella provincia di origine costringendo così i supplenti soprattutto delle regioni del sud a trasferirsi al nord sempre e creando in ogni caso situazioni in cui non si garantisce alcuna continuità didattica per gli studenti.
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  • Si invita il Governo e il Parlamento a varare in tempi brevi una vera riforma del reclutamento fatto stante che per quest’anno scolastico, devono essere garantire le posizioni dei docenti precari inseriti nelle graduatorie ad esaurimento consentendo solo l’aggiornamento dei titoli e che si garantiscano anche negli anni successivi le legittime aspettative dei docenti inseriti nelle graduatorie definite ad esaurimento.

La riforma del reclutamento e delle graduatorie dovrebbe a nostro avviso avere le seguenti caratteristiche per evitare che si riproducano fenomeni di massa di precariato cui derivano aspettative legittime da parte dei colleghi.

DOPPIO CANALE DI RECLUTAMENTO: Il 50% dei posti disponibili vengono attribuiti ai docenti già in possesso di abilitazione che si inseriscono in graduatorie regionali organizzate su base provinciale, graduatorie che hanno durata quadriennale con solo aggiornamento dei titoli biennale. Dopo il primo biennio è possibile il trasferimento in altra provincia sempre della regione in cui si è inseriti o in province di regioni viciniori identificate dal MIUR sulla base delle esigenze effettive. Il restante 50% attribuito con concorso ordinario da effettuarsi annualmente su base regionale e su contingenti definiti dal MIUR e per le classi di concorso che presentano posti vacanti al quale possono partecipare sia coloro che sono iscritti nelle graduatorie regionali che i docenti abilitati non inseriti. Dopo il quadriennio è possibile chiedere trasferimento in altra graduatoria regionale nella quale si permane sempre per un quadriennio.

MOBILITA’: Per consentire la stabilizzazione delle titolarità si propone che i neoimmessi in ruolo possano usare gli strumenti della mobilità verso altre regioni solo dopo quattro anni. I docenti di ruolo che hanno ottenuto trasferimento volontario ad altra scuola possono chiedere altro trasferimento volontario solo dopo quattro anni. Assegnazioni provvisorie e utilizzazioni possono essere chiesti annualmente solo all’interno della regione di riferimento o in regioni viciniori da definire con apposito provvedimento del MIUR. Le assegnazioni provvisorie e le utilizzazioni su altre regioni sono definite su limitati contingenti stabiliti annualmente dal MIUR.

DOCENTI NON ABILITATI: per consentire il superamento della situazione attuale che vede migliaia di docenti privi di abilitazione assunti con contratti a tempo determinato si propone il loro inserimento di diritto nei TFA a condizione che abbiamo effettuato almeno 360 giorni di servizio negli ultimi cinque anni scolastici.

TFA: i test/prove di ingresso per frequentare i TFA devono, a nostro avviso, consentire l’accesso ad un numero di abilitandi pari al doppio dei posti disponibili fatto stante che la selezione deve essere effettuata a conclusione dei TFA. I TFA devono avere pertanto costi politici per i frequentatati.

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