Risolvere il cubo di Rubik a scuola: un progetto per sviluppare abilità cognitive

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Il famoso rompicapo tridimensionale, il Cubo di Rubik, sta diventando un nuovo strumento didattico nelle scuole italiane. L’iniziativa “Scuola al cubo” ha coinvolto 72 docenti, 452 classi e 2.736 studenti in tutto il Paese, con l’obiettivo di allenare la mente dei giovani studenti attraverso il gioco.

Semplice ma complesso allo stesso tempo, il Cubo di Rubik aiuta a sviluppare numerose abilità e attitudini, come la pazienza, la perseveranza, il problem-solving e il ragionamento logico. Simona Manzolillo, referente della scuola primaria Gino Capponi di Milano, sottolinea i vantaggi di questo rompicapo: “Penso che il cubo sia un gioco adatto a tutti i bambini. Ha 50 anni ma passa di generazione in generazione, stimola la mente e il ragionamento. Non è costoso, quindi è accessibile a tutti, e anche se si deve risolvere individualmente, crea un legame perché i bambini si aiutano a vicenda nel passaggio dell’algoritmo e delle strategie per risolvere il cubo”.

L’iniziativa “Scuola al cubo” è rivolta agli insegnanti e alle classi quinte della scuola primaria, nonché alle tre classi della scuola secondaria di primo grado. Nasce dalla collaborazione tra Parole O_Stili, un progetto di sensibilizzazione contro la violenza delle parole, Spin Master, azienda produttrice di giocattoli, e MiAssumo, una piattaforma digitale gratuita dedicata all’orientamento.

Attraverso questo progetto, gli studenti hanno l’opportunità di imparare divertendosi, sviluppando abilità trasversali che li aiuteranno non solo negli studi ma anche nella vita quotidiana. Il Cubo di Rubik rappresenta una sfida stimolante e un modo creativo per coinvolgere gli studenti in un’attività ludica ma al contempo formativa.

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