Risolto il mistero dei punteggi abnormi in graduatoria: età media degli aspiranti 53 anni

Di Lalla
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Giovanni Iacono, Paola Biscoglio, Graziella Perticone* – La rassegna stampa quotidiana, di ambito scolastico, continua a proporci le "belligeranti" (e ripetitive) dichiarazioni del Senatore Mario Pittoni in merito a un misterioso Piano X per arginare il diritto, costituzionalmente sancito e ribadito dalle ultime sentenze, della mobilità territoriale; dichiarazioni che leggiamo con sempre maggiore sgomento sulle quali speriamo di poter avere molto presto un confronto alla presenza delle emittenti televisive.

Giovanni Iacono, Paola Biscoglio, Graziella Perticone* – La rassegna stampa quotidiana, di ambito scolastico, continua a proporci le "belligeranti" (e ripetitive) dichiarazioni del Senatore Mario Pittoni in merito a un misterioso Piano X per arginare il diritto, costituzionalmente sancito e ribadito dalle ultime sentenze, della mobilità territoriale; dichiarazioni che leggiamo con sempre maggiore sgomento sulle quali speriamo di poter avere molto presto un confronto alla presenza delle emittenti televisive.

Al fine di chiarire ulteriormente quanto dovrebbe essere assolutamente chiaro per chi ha l’onore di sedere su scranni così prestigiosi, ci siamo permessi di estrapolare alcuni dati dalle graduatorie di coda di Lodi, per le scuole secondarie di secondo grado. Poichè trattasi di dati pubblici, non coperti da privacy, siamo certi di non commettere scorrettezze nei confronti dei colleghi; purtroppo, l’unica "scorrettezza", è quella di rivelare la loro età.

I 24 campioni di riferimento si riferiscono a docenti del sud, del centro e del nord, i cui punteggi ed età anagrafiche sono pressochè simili. Si evince che il punteggio medio è di 225, un punteggio alto ma non "scorretto", in considerazione del fatto che appartiene a docenti la cui data di nascita media è il 1958 corrispondente ad un’età media di 53 anni con circa 16/17 anni di servizio! Ecco risolto il mistero dei punteggi "abnormi".

A questo punto ci chiediamo dove sia la meritocrazia quando chi ci governa non conosce le più elementari procedure di attribuzione del punteggio; quando chi ci governa, pur di difendere una posizione ostinatamente regionalistica, si rifiuta di guardare con obiettività, ed equità, una realtà sicuramente complessa e persevera con presunzione nel cercare soluzioni per proteggere i "suoi" docenti da un’ipotetica invasione di cavallette dal sud.

Abbandonando il tono polemico, riteniamo che l’unica strada percorribile, al fine di evitare ulteriori contenziosi giuridici e personali, sia quella di ritornare al vecchio sistema di aggiornamento delle graduatorie in vigore fino al 2007, anno in cui si passò da "graduatorie permanenti" a "graduatorie ad esaurimento" in linea con la legge finanziaria del 2006 che prevedeva l’assorbimento del personale precario in tre anni (legge n. 296, art. 605, comma C: la definizione di un piano triennale per l’assunzione a tempo indeterminato di personale docente […] per complessive 150.000 unità, al fine di dare adeguata soluzione al fenomeno del precariato storico e di evitarne la ricostituzione, di stabilizzare e rendere più funzionali gli assetti scolastici, di attivare azioni tese ad abbassare l’età media del personale docente).

Poichè ciò non si è verificato, a causa di scelte economiche che reputano l’istruzione come un insostenibile capitolo di spesa, ribadiabo, come in apertura della presente, che non si può ulteriormente bloccare la mobilità dei docenti all’interno del territorio nazionale.

Luciano Chiappetta, direttore generale del MIUR con delega al personale, in un articolo apparso sul Sole 24 ore Sud ha dichiarato come il MIUR sia in difficoltà a causa della bocciatura delle code. Crediamo che anche la nuova ondata di ricorsi che sta per sommergere Viale Tastevere, sulla richiesta del riconoscimento degli scatti di anzianità e le immissioni in ruolo per i precari, agiterà ulterirmente le acque. In questo clima è opportuno prestare il fianco ad ulteriori contenziosi che certamente si verificheranno nel caso di improponibili strategie regionalistiche? Chi pagherà i danni che già gravano sul MIUR e che graveranno nel caso di un blocco delle graduatorie? Certamente non solo i docenti, precari e non, ma i cittadini tutti!

*per il Comitato a Difesa della Scuola Pubblica Ragusa

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