“Riscopriamoci capaci di…”, progetto oltre la didattica a distanza per stare vicini agli studenti

Inviato da Dott.ssa Rossana Maria Virciglio – In un momento così tragico e difficile per la scuola italiana impegnata a garantire il diritto all’istruzione riconosciuto costituzionalmente, impegnata ad erogare le lezioni a distanza nelle forme e nei modi più opportuni, l’Istituto di Scuola Superiore “Ugo Foscolo” di Canicattì, costituito da tre indirizzi liceali (classico, scientifico e linguistico), si è interrogato su come affrontare questo straordinario periodo con una più sensibile capacità di ascolto del disorientamento esistenziale che ha colpito tutti.

Dalla riflessione collettiva, aperta e autentica è scaturita la voglia di investire in una scommessa educativa in grado di trasformare la scuola in una scuola resiliente, disposta a sostenere il trauma dell’emergenza sanitaria.

Infatti, di fronte all’incalzare dello smarrimento esistenziale e dell’angoscia collettiva,  tutti i docenti  unanimemente hanno sentito più che mai la necessità di fare qualcosa che andasse al di là della preoccupazione di continuare solo con le video lezioni della didattica a distanza, che sin dai primi giorni di chiusura della scuola  sono state assicurate  con grande senso del dovere e di responsabilità, piuttosto si sono interrogati su cosa si potesse fare per stare accanto agli studenti e alle studentesse, in modo ancora più sostenibile rispetto all’attuale momento storico e agli stati emotivi che diffusi e comuni a tutti.

Nasce così il progetto “Riscopriamoci capaci di…” UN PERCORSO PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE DI VITA E DELLA RESILIENZA, PER CUSTODIRE LA MEMORIA DELLA STORIA PERSONALE E COLLETTIVA.

Non è un progetto solo per gli studenti ma per l’intera comunità scolastica, non è un escamotage per saltare un giorno di video lezioni, ma è piuttosto una sfida al virus più pericoloso: l’annichilimento della mente e del cuore di fronte a quanto stiamo vivendo.

Ed è così che il polo liceale di Canicattì adotta il “Manifesto per una scuola resiliente”, una scuola quindi:

  • in cui ci sia uno spazio di ascolto/riflessione;
  • che provi a seguire i ritmi naturali della Persona e non soltanto del progresso tecnologico, che spieghi come emanciparsi dai mezzi di comunicazione facendone un uso funzionale;
  • libera dagli schemi ma non priva di regole;
  • che riparta dai bisogni, dai sogni e dai desideri, che faciliti chiunque nello sviluppare il proprio punto di vista;
  • che riconosca  la complessità della persona;
  • in cui ci sia spazio per una progettazioni per sfondi integratori;
  • che navighi attraverso non soltanto nei saperi ma anche nel saper fare e nel  saper essere
  • dove la creatività e le arti rivitalizzino il pensiero creativo e divergente;
  • che favorisca l’impegno personale e la solidarietà sociale attraverso la cooperazione e la cura reciproca;

Insomma, una scuola viva, che respiri, che promuova la libertà di pensiero e di azione.

  • Una scuola che insegni la “bellezza” non in senso estetico, ma la bellezza delle idee, dei pensieri, dei progetti, delle azioni; che in mezzo alle brutture che ci circondano faccia crescere il “bello” e di conseguenza il “buono” (kalos kai agathos, come dicevano i greci) dell’impegno personale.
  • Una scuola che lasci spazio di crescita e di confronto anche alla spiritualità
  • Una scuola dove la narrazione, l’osservazione partecipata, l’empatia, la fiducia e l’alleanza siano gli ingredienti di un percorso di crescita e autonomia.
  • Una scuola che fa tornare prepotente la voglia di tornarci, la scuola metafora accogliente del non sentirsi mai arrivati, del vedere davanti mille strade possibili ancora, tutte da provare.
  • Una scuola che sia compagna di crescita, che stimoli l’espressione della bellezza, che educhi a sentire il peso delle ingiustizie, la forza dell’amicizia, la gioia di vivere e la capacità di superare le difficoltà.
  • Una scuola che abbia come etiche la cura dell’essere umano, la cura della terra e l’equa distribuzione delle risorse, che riavvicini gli esseri umani alla natura, ai suoi cicli, ai suoi modelli.
  • Una scuola che faciliti la transizione verso una società più sobria, meno consumista ed energivora.
  • Una scuola che impari a custodire la memoria di questo straordinario periodo storico.

* Dirigente Scolastica Dell’I.I.S.S. “Ugo Foscolo” di Canicattì

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