Rischio analfabetismo del 20% in più per i bambini cronicamente malnutriti

di Giulia Boffa
ipsef

Save the Children –   Un nuovo rapporto dell’Organizzazione alla vigilia del summit globale sulla nutrizione, previsto per l’8 giugno. I bambini che soffrono di malnutrizione cronica hanno in media il 20% di probabilità in più di essere analfabeti  rispetto ai coetanei che possono contare su una dieta equilibrata. L’impatto economico del problema supera i 125 miliardi di dollari.

Save the Children –   Un nuovo rapporto dell’Organizzazione alla vigilia del summit globale sulla nutrizione, previsto per l’8 giugno. I bambini che soffrono di malnutrizione cronica hanno in media il 20% di probabilità in più di essere analfabeti  rispetto ai coetanei che possono contare su una dieta equilibrata. L’impatto economico del problema supera i 125 miliardi di dollari.

Questa l’evidenza dello studio diffuso oggi da Save the Children, che dimostra come la malnutrizione ha un grosso impatto anche sullo sviluppo cognitivo dei bambini, così come, più ampiamente, sulla crescita economica del paese. Secondo studi recenti, l’impatto economico della malnutrizione a livello globale raggiungerebbe infatti la cifra di 125 miliardi di dollari.

Il nuovo rapporto dell’Organizzazione viene reso pubblico a dieci giorni da un summit globale sulla nutrizione che anticiperà l’annuale vertice G8[1], nel quale i leader dei paesi in via di sviluppo e dei paesi donatori dovranno impegnarsi maggiormente per poter  migliorare la vita di milioni di bambini colpiti dalla malnutrizione. Nonostante i progressi fatti registrare in altri ambiti, come il dimezzamento della mortalità infantile negli ultimi vent’anni, secondo Save the Children la malnutrizione rappresenta un vero e proprio tallone di Achille per lo sviluppo, che rischia di far naufragare i successi raggiunti se non viene affrontata adeguatamente.     

Secondo il rapporto, l’assenza di una dieta nutritiva può compromettere seriamente le capacità di un bambino di leggere o scrivere correttamente una semplice frase, o risolvere un quesito matematico elementare, indipendentemente dalla quantità e dalla qualità dell’istruzione ricevuta.

“La scarsa nutrizione sta producendo un vero deficit di alfabetizzazione e capacità di calcolo nei paesi in via di sviluppo, e rappresenta una barriera di proporzioni enormi nella lotta contro la mortalità infantile,” ha dichiarato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia.

“Un bambino su quattro nel mondo sconta gli effetti della malnutrizione cronica, con un grave rischio per milioni di giovani vite. I leader che si incontreranno a Londra l’8 giugno prossimo devono affrontare questa emergenza e contribuire concretamente a sconfiggere la piaga della malnutrizione.”     

I dati presentati nel rapporto, sono il frutto di una ricerca effettuata su migliaia di bambini in 4 paesi (Etiopia, India, Perù e Vietnam), e mostrano come ad un’età di 8 anni i minori affetti da rachitismo a causa della malnutrizione cronica hanno una probabilità di errore nella lettura del 19% superiore rispetto a chi si è potuto nutrire correttamente, pur di fronte a brevi frasi come “mi piacciono i cani” o “il sole è caldo”. Analogamente, la probabilità di errori nella scrittura è del 12,5% superiore, e il 7% in più non risponde correttamente a quesiti matematici come una semplice sottrazione tra 8 e 3.    

“Quando andavo a scuola facevo fatica a seguire le lezioni perché io non avevo mangiato,” racconta Gatluak, 10 anni, del Sud Sudan. Mentre Shambel, 12 anni, in Etiopia, racconta come “i bambini che vengono a scuola dopo aver fatto colazione vanno bene, non come me che non mangio mai abbastanza.”

Come sottolineato nel rapporto, la malnutrizione si traduce in un danno economico ingente, visto che i bambini affetti da malnutrizione guadagneranno in media il 20% in meno nella loro vita da adulti. Una evidenza che non si traduce però in buone pratiche. Nonostante rappresenti una delle forme più efficienti di aiuto allo sviluppo, l’investimento per i programmi di nutrizione si limita infatti ad un misero 0,3% della spesa globale per lo sviluppo, mentre potrebbe essere una vera garanzia per la prosperità futura.  

Save the Children ha lanciato nel 2009 Every One, una grande campagna globale che si propone di raggiungere con interventi di salute e nutrizione milioni di bambini e donne in età riproduttiva nei paesi più poveri del mondo, per sconfiggere la mortalità infantile. Fino ad oggi, grazie alla campagna, Save the Children ha raccolto 885 milioni di dollari destinati agli interventi, e ha mobilitato oltre 13 milioni di persone. Nel solo 2011 oltre 50 milioni di donne in età riproduttiva e bambini hanno beneficiato dei progetti di salute materno-infantile dell’Organizzazione.

Versione stampabile
anief anief
soloformazione