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Riscatto laurea: perchè non conviene per accedere alla pensione di vecchiaia?

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Perchè il riscatto della laurea non conviene per accedere alla pensione di vecchiaia?

Gentile redazione di Orizzonte Scuola,
sono un’insegnante di tecnologia di scuola media (primaria di 2°grado) entrata di ruolo nel settembre 1984 con superamento del concorso indetto nel 1982. Con l’anno scolastico in corso, avrò 37 anni di servizio e sono  arrivata alle soglie della pensione di vecchiaia : compirò 67 anni il 1°Aprile 2021. Vorrei sapere se c’è convenienza nel riscattare i miei 5 anni di laurea in architettura.
Presentai domanda di riscatto laurea nel 1987 presso la scuola dell’allora mia titolarità (Sms Virgilio di Ardea, Roma).
Quali vantaggi potrei ottenere e quanto mi costerebbe tale riscatto?
In attesa della Vostra cortese consulenza, invio distinti saluti

Non so a quanto ammonta l’onere del riscatto laurea richiesto nel 1987, ma posso dirle che se oggi chiedesse il riscatto agevolato il costo per 5 anni di studi sarebbe superiore ai 25mila euro.

Solitamente il riscatto della laurea è conveniente per coloro cui permette un reale anticipo sulla pensione di vecchiaia o per coloro cui permette di raggiungere almeno 18 anni di contribuzione prima del 1996 (in modo da avere il sistema retributivo applicato fino al 31 dicembre 2011 e il sistema contributivo solo a partire dal 2012).

Nel suo caso essendo entrata in ruolo nel 1984 ha soltanto 12 anni versati precedentemente al 1996 e anche sommando i 5 anni da riscatto arriverebbe a 17 anni. Inoltre, essendo alle soglie della pensione di vecchiaia l’eventuale riscatto nel le permetterebbe anticipo alcuno sulla pensione e gli unici vantaggi sarebbero da ricercare nell’aumento dell’assegno previdenziale.

Ma quanto incidono 5 anni di contributi sulla pensione spettante? Per retribuzioni annue di 30mila euro circa l’aumento dell’assegno è quantificabile in 40 euro al mese che moltiplicato per 5 le darebbe all’incirca 200 euro in più sulla pensione a fronte di un pagamento di almeno 25mila euro.

Per ammortizzare la spesa del riscatto impiegherebbe circa 10 anni, percependo l’assegno maggiorato di circa 200 euro (sempre che la sua retribuzione annua sia di almeno 30mila euro).

A mio avviso quando il riscatto non permette un reale anticipo sulla pensione (che permette di ammortizzare meglio la spesa sostenuta proprio in virtù del fatto che si percepisce la pensione per X anni in più) meglio è investire le somme dell’onere in altro modo più conveniente o lasciarle a disposizione per eventuali necessità o emergenze.

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