Riscatto laurea 2019: procedura, requisiti, costi e novità riscatto flessibile

di redazione
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Nel 2019 potrebbero aumentare le richieste di riscatto laurea ai fini del recupero degli anni di contributi per la pensione “persi” per via dello studio (purché sia stato ottenuto il titolo).

Finora a frenare l’idea di molti laureati di chiedere il riscatto laurea sono stati i costi, in alcuni casi proibitivi. Il riscatto degli anni di studio è infatti a titolo oneroso e anche piuttosto costoso. Facciamo un esempio pratico che renda meglio l’idea: per una insegnante di quaranta anni che è di ruolo da 11 anni, il riscatto laurea costerebbe circa 65 mila euro (che corrispondono più o meno a due anni di stipendio medio).

Riscatto laurea flessibile dal 2019: come funziona e requisiti per fare domanda

Proprio partendo da questa considerazione, il Governo sta valutando la possibilità di introdurre un riscatto laurea flessibile dal 2019. In pratica è il lavoratore a decidere quanti anni riscattare: flessibile quindi perché parziale. Nel caso appena visto, per esempio, l’insegnante potrebbe decidere di pagare metà dell’importo e uscirebbe in ogni caso 4 o 5 anni prima dal lavoro (in base alla durata del corso di studi), subendo una penalizzazione sull’assegno (da capire in che modo sarà calcolata). Tale possibilità, qualora venisse approvata, sarebbe comunque riservata esclusivamente a chi ha iniziato a versare i contributi dopo il 1996, e che quindi avrebbe una pensione basata sul sistema contributivo.

Quanto costa oggi il riscatto laurea

Per tutti gli altri il riscatto laurea resta a titolo oneroso. Il calcolo del costo del riscatto laurea è abbastanza complesso e articolato e dipende anche dalla data di pensionamento prevista. L’Inps ha fornito una pratica guida al riscatto laurea con analisi dei costi. Inserendo le proprie credenziali è possibile anche simulare quanto costerebbe nel proprio caso il riscatto degli anni di università per anticipare la pensione.

Periodi esclusi dal riscatto laurea

Ad ogni modo, che sia a titolo oneroso o flessibile, il riscatto laurea incontra dei limiti. Non tutti i titoli o i periodi di studio possono essere riscattati ai fini pensionistici, neppure se a titolo oneroso.

Più nello specifico possono essere riscattati:

  • i diplomi universitari, i cui corsi non abbiano avuto durata inferiore a due e superiore a tre anni;
  • i diplomi di laurea i cui corsi non abbiano avuto durata inferiore a quattro e superiore a sei anni;
  • i diplomi di specializzazione conseguiti dopo la laurea e al termine di un corso di durata non inferiore ad anni due;
  • i dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge;
  • i titoli accademici introdotti dal decreto 3 novembre 1999, n. 509 ovvero Laurea (L), al termine di un corso di durata triennale e Laurea Specialistica (LS), al termine di un corso di durata biennale propedeutico alla laurea.

A questo elenco vanno aggiunti i diplomi AFAM ma solo dal 2005/2006 e se danno luogo al conseguimento dei seguenti titoli di studio:

  • diploma accademico di secondo livello;
  • diploma di specializzazione;
  • diploma accademico di formazione alla ricerca, equiparato al dottorato di ricerca universitario ex art.3, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica n. 212/2005.

Se ricorrono i requisiti è possibile riscattare anche la laurea conseguita all’estero.

Non possono essere riscattati gli anni fuori corso e quelli già coperti da una pensione.

Riscatto laurea gratuito: cosa c’è di vero e quando è possibile?

Pochi mesi fa si era alimentata la speranza del riscatto laurea gratuito nel 2019. L’idea nasceva dalla simulazione pessimistica della pensione futura per i giovani nati a metà degli anni 90: il rischio (concreto) per questa generazione è di andare in pensione a 70 anni e con un assegno basso. Non stupisce che la proposta di riscatto gratuito dei contributi era piaciuta molto ai giovani, tanto che era prontamente scattata anche una campagna social con l’hashtag #riscattalaurea.

Nella Legge di Bilancio non c’è traccia di questa possibilità. Al momento quindi l’unica strada per andare in pensione prima recuperando i contributi degli anni di studio ma in modo meno oneroso potrebbe essere il riscatto della laurea flessibile. Anche per quest’ultima ipotesi però occorre attendere la pubblicazione della Legge di Bilancio a fine anno.

Ci sono tuttavia dei casi eccezionali in cui il riscatto è gratuito, così come previsto dalla Legge di Bilancio 2017 che ha introdotto il Cumulo gratuito periodi contributivi, compresi anche i periodi di riscatto della laurea.

Il cumulo è gratuito per tutti gli iscritti presso 2 o più forme di assicurazione obbligatoria dei lavoratori dipendenti, autonomi e degli iscritti alla gestione separata e alle forme sostitutive della stessa.

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